L’Annunciazione I tanti particolari sull’Annunciazione a Maria Santissima stanno ad assicurarci che l’intervento e la presenza di Dio sono constatabili e inconfutabili; non si tratta di illusione. La Madonna rimane turbata perché non è cosa da poco ciò che sta avvenendo; Lei fa delle domande non per mancanza di fede, ma perché non è né superba, né credulona. Lei ha una fede matura, illuminata, responsabile. “COME E’ POSSIBILE” ? ! L’Angelo le risponde: interverrà Dio con la sua onnipotenza; perciò colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio dell’Altissimo. Maria dice il suo Sì cosciente, responsabile: Si compia in me secondo la tua parola! Fede e ragione non vanno disgiunte; si illuminano e si aiutano a vicenda. Diceva Pascal nei riguardi della sua fede: ho pensato e ripensato …; ho trovato mille motivi per credere, nessuno per non credere. L’abitazione di Dio Davide ha un atteggiamento simpatico, grazioso, quasi commovente nei riguardi di Dio poiché mentre lui abita in una casa di cedro, quasi una reggia, l’arca che contiene la Parola di Dio è sotto una tenda; il re intende costruire una bella casa anche per l’arca dell’alleanza. Dio però, per mezzo del profeta, dice a Davide: pensa a chi eri tu, pascolavi le pecorelle; che cosa ho fatto io per te; e tu vorresti costruirmi una casa?! Io ti darò un casato, un nome; un tuo discendente governerà le nazioni e il suo regno non avrà fine; il tuo nome poi sarà ricordato nei secoli. Dove abita Dio?! L’arca dell’Alleanza era sotto una tenda; e ciò non dispiaceva a Dio, perché la tenda rappresenta l’uomo e un popolo in cammino. Dio cammina con l’uomo, col suo popolo, con tutti gli uomini. Gesù, a tale proposito, sarà ancora più esplicito, parlando dell’Eucarestia. Chi, con la comunione, riceve il corpo e sangue di Cristo, diventa il suo tabernacolo, come lo divenne Maria Santissima all’annunciazione. Leggiamo nel libro dell’Apocalisse: Io sto alla porta e busso: se uno mi apre, entrerò e cenerò con lui e lui con me. Conclusione. Parlare di Dio, parlare di fede, è riflettere su verità e bellezza. Ci rimane da esclamare con l’apostolo Paolo: A Dio, che solo è sapiente, la gloria nei secoli e il nostro perenne grazie. A M E N !
Padre Nicola, sacerdote redentorista
IV Domenica di Avvento (anno liturgico B). Perché credere e come credere
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