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Thu, Apr

EPIFANIA DI GESÙ e nostra. Gerusalemme, luce del mondo

Il Vangelo della Domenica
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“Gerusalemme, non più il sole sarà la tua luce , ma il SIGNORE sarà la tua luce perenne, il tuo Dio sarà la tua gloria. Le tenebre ricoprono la terra, ma le genti cammineranno alla tua luce ”. ll profeta Isaia assiste al sorgere del sole sopra Gerusalemme. Mentre le valli, che circondano la Città, sono ancora immerse nella penombra, le sue mura riflettono lo splendore del sole che sorge ed appaiono tutte luminose. Isaia intravede Gerusalemme ricevere la luce non dal sole ma da Dio e divenire a sua volta luce del mondo; andranno ad essa tutte le genti. Giotto adorazione magiVerranno dall’Oriente e dall’Occidente per adorare il Signore, poiché tutti gli uomini, ci ricorda l’apostolo Paolo, son chiamati alla salvezza, per tutti è venuto il Signore, luce che illumina ogni uomo. La stella Un pagano Balaam, figlio di Beor, intravede una salvezza per Israele: "Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma da lontano; una stella spunta da Giacobbe, uno scettro sorge da Israele". Il re che deve venire sarà la stella che brillerà sul mondo. Una promessa, una profezia, fatta da un pagano e conosciuta anche fuori di Israele; profezia fatta oggetto di riflessione per le persone che sono alla ricerca di qualcuno e di qualcosa. Gesù dirà espressamente di essere Lui la luce del mondo e chi segue Lui non camminerà più nelle tenebre. Non poche persone pensano di essere condizionate dalle stelle; la stella di Betlemme ci illumina a tal proposito. Non è la stella a determinare il destino del Bambino, ma il Bambino a condizionare la stella; il Bambino Gesù è come la calamita che attrae la stella, che a sua volta guida gli uomini a Gesù. Non come credevano i pagani che guardavano i corpi celesti come potenze divine che decidevano il destino degli uomini. (Ricordiamo il Don Ferrante de “I Promessi Sposi” del Manzoni, che, non prendendo alcuna precauzione contro la peste, si ammalò di peste e “morì , prendendosela con le stelle”). Chi erano i Magi? Delle persone religiose, fortemente influenzate dal pensiero filosofico, alla ricerca della verità, arrivano a Gesù Cristo. Persone di una certa inquietudine interiore, persone di speranza, alla ricerca della vera stella di salvezza. Erano “sapienti”, che sapevano andare al di là di loro stessi, nella ricerca della verità; dinamica intrinseca alle religioni e alla filosofia, nel senso originario della parola (amare il sapere). I Magi rappresentano i ricercatori della verità, di tutti i tempi.Lo furono con Gesù tanti suoi contemporanei in Israele e fuori, tra l’esercito romano. I Magi provenivano dai tre Continenti allora conosciuti: Africa, Asia, Europa. In conclusione rappresentano l’umanità alla ricerca della verità, in cammino verso Cristo; inaugurano una processione che percorre la storia dell’umanità. I Magi rappresentano noi, se siamo in ricerca di Qualcuno e di qualcosa di meglio. Il bue e l’asinello “Udite, o cieli; ascolta, terra: il bue conosce il proprietario e l’asino la mangiatoia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende”. Sullo sfondo di questo passo biblico di Isaia, il bue e l’asinello sono arrivati al presepe; il Vangelo parla solo di mangiatoia, ma, da tutto il contesto, i due animalucci ci stanno proprio bene.Il Natale è la festa dell’avvenimento in se stesso, l’Epifania è la nostra risposta, l’accoglienza che riserviamo al Salvatore. Come i pastori e i Re Magi benediciamo e lodiamo il Signore.

Padre Nicola, sacerdote redentorista (San Sperate)