Avevo una decina d’anni e un giorno mi dissi: se non avessi conosciuto i 10 Comandamenti, sarei vissuto più libero, facendo qualunque cosa a mio piacere. Mi sbagliavo di grosso. I COMANDAMENTI sono la segnaletica per non sciupare la nostra esistenza, sono le indicazioni per vivere bene, rappresentano le esigenze più profonde del cuore umano. Fa’ il bene, non fare il male; l’altro è come te, con la stessa tua dignità, con gli stessi tuoi diritti e doveri; fa’ come vorresti che gli altri facciano, non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facciano a te. Sono la verità che ci illumina per vivere bene, nella libertà. Ho verificato il significato di adulterare, vuol dire falsificare, contraffare. I sinonimi di adulterato sono stravolto, guastato, contraffatto, falsificato, alterato. Non commettere adulterio, mi piace pensare il comandamento non solo nei riguardi della famiglia, cioè che io non debbo falsare la realtà, incontrando l’uomo e la donna sposati, non posso considerarli come non lo fossero; ma non debbo falsificare nessuna delle altre realtà. Ciò che non è mio, ad esempio, fosse pure il bue, l’asino o la moglie del mio prossimo, non posso appropriarmene, neppure col desiderio; non mi appartengono. Citando un’altra legge di vita:Onora il padre e la madre, significa che il figlio si comporti bene da essere un onore per i genitori avere dei figli così; la stessa cosa vale per i genitori: sia onore per i figli avere simili genitori. Questo, parlando dei nostri rapporti interpersonali; e Dio che posto occupa nella nostra vita?! Potremmo pensare ad un essere intelligente che ha progettato l’universo nella perfezione delle leggi e dei movimenti del micro e macro cosmo, come fa Einstein, invece ci soffermiamo su un Dio che si è fatto conoscere in Gesù Cristo e molto prima. “Nessuno ha mai visto Dio, il Figlio unigenito ce lo ha rivelato”, dice l’evangelista Giovanni. “Chi vede me, vede il Padre”, dice lo stesso Gesù. Il Dio che ci parla è un Dio che è entrato nella storia dell’umanità: “Ti ho fatto uscire dalla schiavitù d’Egitto; ti ho dato manna e acqua nel deserto; ti ho inviato il mio Figlio”. “Ti dico queste parole perché tu viva, viva a lungo e sia felice”. Come non ascoltare, benedire e ringraziare un Dio così?! Nominarlo fuori posto, o bestemmiarlo, è falsificare la verità, la realtà; commetteremmo adulterio. Dei Comandamenti abbiamo bisogno; sono regole così attuali, sono le leggi dei sentimenti, che ci aiutano a vivere e favoriscono la libertà. In conclusione La nostra vita di ogni giorno rivela quanto conosciamo ed amiamo Dio, quale stima ed amore abbiamo di noi stessi e del nostro prossimo. La celebrazione eucaristica domenicale ci aiuta a crescere nella fede e nell’amore. Ne ringraziamo il Signore. Amen !
Padre Nicola, sacerdote redentorista (San Sperate