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Thu, Apr

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Il Vangelo della Domenica
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Quest’oggi 14 agosto, stavo ultimando le riflessioni sulla solennità dell’Assunta quando è giunta la notizia del crollo del ponte autostradale a Genova con diverse vittime. Siamo pervasi da sentimenti di partecipazione con tanto dolore, fede e preghiera.   Celebrando la solennità dell’Assunta,  ammiriamo le meraviglie che Dio ha compiuto nella creazione e ancor più nella redenzione e lo lodiamo e lo benediciamo come fa la Madonna Santissima col Magnificat. Questa solennità ci aiuta a crescere nella fede    e a migliorare la nostra vita quotidiana. La Madonna è stata la creatura umana  sempre unita a Dio, senza neppure l’ombra di peccato; è stata colei che  ha accolto Dio che si faceva uomo nel suo grembo verginale; è stata la prima creatura ad essere stata accolta da Gesù in Paradiso  in anima e corpo.  La Chiesa  d’Oriente parla di “DORMITIO” di Maria Santissima; cioè la Madonna si sarebbe addormentata per svegliarsi alla luce e alla gioia della vita piena in Paradiso. Non conosciamo i particolari, ma non manchiamo di delicatezza verso la Madre di Gesù pensando che Lei sia morta per entrare nell’eternità. Sappiamo quasi tutto della morte del suo Figlio; la Madonna, sempre unita a Gesù, uomo dei dolori, da divenire “l’Addolorata”,  sarà stata unita a Lui anche nella morte, per essere poi uniti per l’eternità.    Anche per la nostra morte ci esprimiamo pressappoco negli stessi termini: veniamo sepolti in “CIMITERO”, che significa “DORMITORIO”. Si dorme il sonno dei giusti nell’attesa della risurrezione. Sulla facciata del “Verano”, il Cimitero storico di Roma, si legge da lontano “RESURRECTURIS”.   Risorgeremo!  In parole ancora più semplici e chiare, la nostra vita non finisce nel nulla con la morte; ciò che di bello e di buono abbiamo appena assaporato su questa terra, lo avremo in pienezza, senza più alcuna sofferenza, per l’eternità.   Perciò una società che crede all’eternità del Paradiso, degli Angeli e dei Santi, è una società più serena, meno depressa, meno cattiva; apprezza di più i doni del Creatore, la salute, gli affetti, l’amicizia, la famiglia, il lavoro, lo svago, la natura, cielo e mare;  ringrazia e gode di tutto, senza l’angoscia che tutto questo debba finire e finire per sempre.    Lode a Te, o Dio, per come ci hai creati e redenti;   lode a Te, Vergine Maria, per come hai accolto e vissuto le Parole del Signore; in Paradiso intercedi per noi, particolarmente per quanto di drammatico è avvenuto a Genova.            A M E N !                                                                                                                                                                 

 P. Nicola, sacerdote Redentorista