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Fri, Nov

XXXII Domenica (anno liturgico B) Con Amore, Verità, Giustizia: un mondo più bello, in pace.

Il Vangelo della Domenica
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Le vedove, gli orfani e i forestieri al tempo dei Profeti e di Gesù era la categoria socialmente più esposta, indifesa, sprovvista di risorse economiche e di prestigio; perciò Gesù e i profeti li hanno tanto a cuore. Dio è “Padre degli orfani” e “difensore delle vedove”. Le due vedove, di cui oggi parla la Parola di Dio, hanno un comportamento che commuove, ci sono di profondo insegnamento. Alla prima il profeta Elia chiede ed ottiene da bere e da mangiare; la poveretta aveva solo un po’ di farina per una focaccia e un po’ d’acqua per sé e per suo figlio. La vedova del Vangelo, passando dinanzi al Tempio, nella cassetta delle elemosine mise i pochi spiccioli che aveva per vivere. Prima della venuta di Gesù, nell’Antico Testamento, non si aveva ancora chiara l’idea dell’aldilà, della vita eterna; la ricompensa per la fede e le opere buone sarebbe avvenuta quaggiù con l’abbondanza di beni e una lunga vita. Nel Nuovo Testamento si guarda anche all’eternità: “ Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”. (S. Francesco d’Assisi) L’uno e il centuplo di ricompensa non è sempre in senso materiale; ” il Regno di Dio è verità, giustizia, gioia e pace nello Spirito Santo” (Rm 14,17) ; è pienezza di vita per l’eternità. Per la prima vedova c’è il miracolo che farina, olio ed acqua non si esauriscono; per la seconda, senza che lei ne sia a conoscenza, c’è l’elogio di Gesù: “ha dato più di tutti gli altri. Dio Padre, che vede nel segreto, ricompenserà. I Farisei invece facevano tutto e solo per essere ammirati dagli uomini. E’ significativo, in riferimento alle nostre riflessioni, un racconto del poeta indiano Tagore. Un mendicante un giorno vide arrivare un cocchio tutto d’oro del figlio del Re e pensò: è l’occasione della mia vita! Non stese la mano, ma spalancò la bisaccia per ricevere qualcosa. Quale meraviglia allorché vide che a stendere la mano fosse il principe per chiedere l’offerta; il mendicante, guardando nella bisaccia, frugò e prese il chicco di riso più piccolo mettendolo sulla mano del sovrano. Tornato a casa, il mendicante, aprendo la bisaccia, vide con meraviglia ancor più grande un chicco d’oro; gli scesero le lacrime di sconforto: avesse donato più riso, avrebbe ritrovato tanto oro !!! È amato e premiato chi dona con gioia. L’avarizia non ti aiuta e ti rende perfino ridicolo. Ancora dalla letteratura, da “L’AVARO” di Moliere. Un signore, poco “signore”, molto avaro, si vide arrivare in casa degli amici; aperta la porta, allorché entravano uno dopo l’altro, l’avaro, preoccupato per i tappeti che si sarebbero sciupati, apostrofò: “Ma quanti piedi avete” ? ! E, guardando le sedie e gli ospiti, raccomandò: “Attenti a sedervi, perché sono sedie di valore, potrebbero rompersi”! Ci si può ridicolizzare fino a tal punto. Il Signore, e noi con Lui, amiamo chi dona con gioia! Il caffè fatto con amore è più buono! In conclusione abbiamo a cuore che ci si adoperi perché nel mondo non ci siano disparità, ma giustizia e possibilità per tutti di una vita più umana e dignitosa. A M E N !
Padre Nicola, sacerdote redentorista