“Pace a questa casa!” Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» (Lc 10,5-6). La “casa” di cui parla Gesù è ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente; è ogni persona, senza distinzioni, né discriminazioni. È anche la nostra “casa comune”: il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura. La politica diventa la forma più alta della carità se attua il rispetto della vita, della libertà e della dignità delle persone. Ciascuno di noi è chiamato a questa carità, a questa politica. Alla base del nostro agire deve farla da padrona la giustizia, la sincerità, la fedeltà. Allora soltanto si può dire “io mi fido di te, tu di me e lavoriamo insieme per il bene comune”. Cosa c’è di più bello di una mano tesa? Essa è stata voluta da Dio per donare e ricevere. Dio non ha voluto che essa uccida o che faccia soffrire, ma che curi e aiuti a vivere. Accanto al cuore e all’intelligenza, la mano può diventare, anch’essa, uno strumento di dialogo. La pace si basa sul rispetto di ogni persona, sul rispetto del bene comune, del creato e della ricchezza morale trasmessaci dalle generazioni passate. Quando negli esseri umani affiora la coscienza dei propri diritti, quella stessa coscienza deve riconoscere i rispettivi doveri; per tutti gli esseri umani stessi diritti e medesimi doveri. La pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è a tre dimensioni indissociabili. Pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza, esercitando “un po’ di dolcezza verso sé stessi”, e offrire “un po’ di dolcezza agli altri”. Pace con l’altro, il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente; parlando con lui e ascoltandolo. Pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire. La politica della pace, che ben conosce le fragilità umane, può sempre attingere allo spirito del Magnificat che Maria, Madre di Cristo Salvatore e Regina della Pace, canta a nome di tutti gli uomini; attingere a Gesù, principe della pace. Sia questo dunque il nostro augurio all’inizio del nuovo anno: “Pace a questa casa!”. Amen ! (confr. Messaggio di Papa Francesco)
padre Nicola, sacerdote redentorista
1° dell’anno 2019 A servizio della pace …
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