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Thu, Apr

VIII Domenica ordinaria (anno liturgico C). A quale scuola …

Il Vangelo della Domenica
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fatti di cronaca raccapriccianti e ci domandiamo: "Come mai è potuto accadere questo"?  I più affermano che è venuto a mancare il "senso della vita"; non ci sono più i valori, si seguono falsi modelli di vita, cattivi maestri.  In Italia abbiamo avuto i terroristi degli anni di piombo, che, parlando del loro agire, affermavano che si trattava di "guerra civile" per un cambiamento radicale della società, per le tante ingiustizie che regnavano. Alcuni di loro, pentiti, davanti ai tanti uccisi, nel loro folle disegno, hanno ammesso: "Siamo stati ingannati dai cattivi maestri".    Atteggiamento sbagliato è anche copiare ciò che fanno altri senza chiedersi se quell’agire è la giusta interpretazione della vita, il modo che ti realizza e fa progredire la società.   L’importanza della parola … e della testimonianza   Un po’ tutti noi da ragazzi abbiamo sentito ripeterci dai genitori: metti giudizio, stai attento a quello che fai, non andare coi compagni cattivi. Quanti giovani si sono persi uniformandosi al "fanno tutti così", “dicono tutti così”, imitando il tale e tal’altro personaggio.     Dai frutti si riconosce l’albero Si è credibili se la parola è conforme alla vita, perché è la stessa vita a parlare. Riporto un episodio tanto significativo di Mons Antonio Riboldi, Vescovo di Acerra nel Casertano e prima parroco nella Valle del Belice in Sicilia dopo il terremoto del 1968. Conosciuto per aver combattuto la corruzione, la mafia, la camorra, dialogando con i malviventi, incontrando i carcerati. Una sera giunse, completamente afono, ad un dibattito con i giovani in una parrocchia. Aveva cercato di annullare l'incontro ma non fu possibile. Al momento di prendere la parola davanti a più di mille giovani si trovò con il silenzio in bocca. I giovani compresero il suo dramma ed uno di loro si alzò, andò al microfono e così espresse il sentimento di tutti: "Don Antonio, non è necessario che tu parli, basta che tu ci sia". Papa Giovanni Paolo II negli ultimi tempi non riusciva più a parlare per la sua malattia, ma ugualmente si affacciava alla finestra per benedire o si presentava in altre occasioni. Alcuni hanno detto o scritto: La sua figura, il come guardava, il suo atteggiamento erano ben più che un suo discorso.     Il Maestro   “Gesù fece ed insegnò …”, scrive l’evangelista Luca negli Atti degli Apostoli.   ”Se non volete credere alle mie parole, sono le opere che rivelano chi sono io”; “imparate da me, fate come ho fatto io”, affermava Gesù.    Ci piace pregare: La tua Parola, o Dio, ci aiuti a comprendere ed amare, perché non diventiamo giudici presuntuosi e cattivi, ma operatori instancabili di bontà e di pace.     

  Padre Nicola, redentorista