Esiste qualcosa oltre la morte?! La filosofia e la psicologia ci porterebbero a dire di sì. Riflettendo attentamente sul come siamo fatti, constatiamo che sono connaturali e necessari all’uomo l’appetito e la sete; e abbiamo il cibo per nutrirci e l’acqua per dissetarci. In tutti gli uomini è anche innata la sete di bontà, di amicizia, di giustizia, di eternità. Se per noi tutto finisse con la morte, queste altre nostre esigenze profonde, indispensabili, connaturali rimarrebbero inappagate. Che vita sarebbe la nostra?! Sappiamo che la Maddalena pianse alla morte di Gesù; i due discepoli di Emmaus erano tristi per come era finito Gesù nel quale avevano riposto tante speranze. Dice il Vangelo che quando crocifissero e morì Gesù si fece buio su tutta la terra; ed era più che giusto che fosse così, perché la luce non c’era più, gli uomini l’avevano spenta; la vita non c’era più, gli uomini l’avevano uccisa. Con Gesù morto la verità è vinta dalla menzogna, la bontà dalla cattiveria, la giustizia dalla violenza. Con Gesù morto si può solo piangere. Ma le cose stanno diversamente …Quand’era ancora buio (ed è tutto dire secondo l’evangelista Giovanni) la Maddalena andò al sepolcro e lo trovò vuoto, e corse a dirlo a Pietro e Giovanni; i due discepoli corsero a verificare la cosa. Giovanni entrò nel sepolcro e vide che le fasce con cui era stato avvolto il corpo di Gesù erano afflosciate per terra senza essere state srotolate, e credette che Gesù era risorto; non credette alla risurrezione perché la tomba era vuota ma perché non era possibile tirar fuori il corpo senza srotolare le fasce. Questo fu il primo segno di Gesù ritornato in vita; per 40 giorni poi Gesù si presentò ai discepoli con i segni della passione per assicurarli che era proprio vivo col suo vero corpo prima crocifisso e poteva mangiare e bere. Pietro, il pescatore di Galilea, Giovanni, il discepolo che Gesù amava, e gli altri apostoli affermano: “Noi siamo testimoni di tutte le cose compiute da Gesù, di ciò che gli hanno fatto, mettendolo in croce, e come Dio lo ha risuscitato il terzo giorno. Noi abbiamo mangiato e bevuto con Lui dopo la sua risurrezione”. L’apostolo Paolo dirà: “Non solo io e gli altri undici abbiamo visto il Cristo risorto, ma centinaia di persone a Gerusalemme”. Questi sono testimoni degni di fede, non avendo un potere economico, né un potere politico, né una filosofia o dottrina da difendere e propagandare. Con Gesù risorto passiamo dal desiderio alla realtà, dal dubbio alla certezza: la vita e il bene vinceranno sul male e sulla morte. Ciò che di bello è per Gesù con la risurrezione, un giorno lo sarà per tutti noi vivendo secondo il suo insegnamento. Grazie, Gesù! Ne avevamo estremo bisogno; Tu ci sei necessario. Amen!
Buona Pasqua!
Padre Nicola, sacerdote redentorista