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Comunicato stampa- Ignazio Locci sulla proposta avanzata dal Deputato Gian Piero Scanu.

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Perché la Gallura (o provincia Tirrenica) sì, e il Sulcis-Iglesiente no? Accolgo con favore la proposta lanciata dal Deputato del Partito Democratico Gian Piero Scanu di istituire la provincia Tirrenica, a fronte di una Riforma degli Enti locali che resuscita le quattro province storiche e accantona le restanti di recente istituzione, ma non posso non sottolineare che se esistono ragioni a sostegno dell’idea di Scano, ne esistono almeno altrettante per salvaguardare anche la Provincia di Carbonia-Iglesias. Si tratta di due territori di straordinaria importanza, con una storia millenaria, la cui gestione non può essere demandata agli organismi che la riforma aspramente criticata dal Deputato individua e istituisce. Bisogna avere il coraggio di recuperare tutte le considerazioni inserite nel dibattito che a suo tempo portarono all’istituzione di quattro nuove province. Un confronto che vide coinvolti partiti politici, associazioni, parti sociali e da cui scaturì la convinzione che fosse necessaria la creazione di nuovi enti territoriali. Quelle stesse ragioni sacrificate qualche anno dopo sull’altare del risparmio e della semplificazione. Ma di tagli dei costi e di razionalizzazione dei servizi, oggi, nemmeno l’ombra. Anzi, le mancanze di gestione nei territori penalizzati sono sotto gli occhi di tutti: strade provinciali abbandonate, servizi chiusi e enti intermedi ridotti a organismi utili solo a garantire gli stipendi al personale. E di quale risparmio si vuole parlare, dunque? La cancellazione delle province e il conseguente commissariamento ha creato solo danni. E tutto per un referendum che sicuramente era nato sulla base di ragioni meritevoli, ma il cui esito, a distanza di tre anni, non ha originato quanto auspicato. La necessità di riaprire il dibattito sulle province è più che mai necessaria alla luce di una Giunta che si appresta a varare una Riforma degli Enti locali che toglie sovranità ai territori a favore del “Cagliari-centrismo”. Come può pretendere, la Giunta regionale, di amministrare ampie porzioni di territorio con le Unioni dei Comuni, affidando ai sindaci ulteriori poteri? Bisogna fare in modo che i primi cittadini svolgano il loro compito alla guida dei comuni, senza aggiungere loro ulteriori incombenze. Non si può pretendere di liquidare la gestione dei territori con organismi comunali impegnando i sindaci in politiche di area vasta. Il sistema è molto più complesso e senza un ente intermedio non si può amministrare il bene pubblico così come i cittadini vorrebbero. Così stanno le cose, e chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire.
Ignazio Locci Consigliere regionale Forza Italia Sardegna

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