NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
16
Thu, Apr

Il "profumodipecorasardaverace"

RACCONTI E POESIE ì
Aspetto
Condividi

È una di quelle sere di agosto in cui la calura estiva ti si appiccica addosso come una seconda pelle impedendoti di respirare . Sono quasi le 8 e mi avvio con mia figlia e la mia Kimi per la consueta passeggiata là dove il silenzio è rotto solo dagli elementi della natura . Decido di cambiare itinerario dietro suggerimento di un caro amico .
Da casa il tragitto è breve , parcheggiata la macchina dopo un piccolo pontile di legno iniziamo la nostra perlustrazione per sentieri a noi ignoti. In questo scenario tutto da scoprire non poteva mancare il belato delle pecore , anche se di diversa natura dal canto delle sirene dell'Odissea , ne siamo comunque attratti e ci dirigiamo verso .
Non avrei immaginato di fare di lì a poco una conoscenza del tutto particolare .
pecore al pascoloDietro uno steccato recintato , un gregge a capo basso bruca e il suono insistente dei loro campanacci sembra dare l'allerta di ospiti non desiderati soprattutto alla vista di Kimi .
A pochi metri di distanza il buon pastore seduto sul retro della sua Piaggio Ape 50 controlla indisturbato il bestiame con un cucciolo bianco che pensa di fargli da guardia del corpo e che al nostro passaggio inizia ad abbaiare .
Il cielo comincia a vestirsi con i colori del tramonto e in lontananza il Sole all'orizzonte sta iniziando la sua discesa , non posso fare a meno con il mio telefonino di imprimere ciò che vedo in memoria .
Ed ecco che appare lui , poco più alto di un metro , sulla sua bicicletta, torso nudo , pantaloncini neri, sandali allacciati su piedi che conoscono la libertà di giocare e scorrazzare all'aria aperta . Occhi e capelli castano scuro e il sorriso dell'innocenza, quella che sempre più raramente si intravede nei bambini.
Mattia , figlio del pastore , un piccolo Mowgli moderno , che si improvvisa cicerone e ci accompagna a cavallo della sua bici lungo il sentiero con il piccolo cucciolo bianco che gli corre dietro . La spensieratezza che emana, riluce attorno a lui. Conversiamo, resto affascinata dalla sua sicurezza e dal suo modo di parlare, un linguaggio tutto suo, non saprei dire se italiano sardizzato o sardo italianizzato. Mi racconta sorridente e orgoglioso di essere stato promosso alla seconda elementare e che al posto del computer lui tiene il diario. Non so come avrà fatto a seguire le lezioni a distanza durante il Covid ... e alla domanda se conosce tutte le lettere dell'alfabeto mi elenca le vocali saltandone una, confondendole con le consonanti. Conosce però a memoria ogni angolo del paesaggio, i luoghi dove ci sono pecore morte , a suo dire forse due , in mezzo alla radura e Kimi riesce , ahimé, a fiutarne una e a trovarla nonostante i nostri richiami ...tornando poco dopo con il "profumodipecorasardaverace" spalmata sul pelo e contropelo ! Ci indica le tracce di una volpe e a pochi metri quel che resta di un volatile ...resto un po' scettica sulla presenza di una volpe in quei luoghi ma lui tra un "eia" e un "e certo" mi racconta di galline e pecore attaccate dalla volpe ! Su e giù sulle due ruote mi mostra in lontananza i fenicotteri, come se gli appartenessero , e le sue peripezie sul suo mezzo di locomozione . Purtroppo si fa buio e dobbiamo tornare indietro , il piccolo Mowgli , ci accompagna fino alla macchina e si fa prestare il cellulare da suo padre , rimasto nello stesso luogo e nella stessa posizione in cui lo avevamo lasciato , vuole una foto ricordo di noi tutti ed una con Kimi , lo saluto e non riesco a fare a meno di abbracciarlo e di stringerlo forte a me ...riparto per casa portandomi dentro il sorriso e il candore di quel bimbo conosciuto per caso nel sentiero dove vive una volpe che mangia galline e pecore al calar della sera .

Donatella Pintus

Foto Donatella Pintus