L’ing. Giuliano Marzocchi, che fu direttore della miniera di Montevecchio dal 1968 al 1974 ne scrive la interessante cronistoria nel 1995 e, come egli stesso afferma: “un pò per amore della miniera e un pò come omaggio all’ing. Giovanni Rolandi”. Dedica il lavoro al proprio giovane figlio, perito prematuramente a causa di un incidente aereo.
Ricorda così l’ing. Giovanni Rolandi: “ In campo professionale conosceva a fondo il lavoro tecnico e pratico di stabilimento e di miniera ,aveva una capacità di dirigente e di amministratore di chiara fama internazionale. Non ha mai detto “io” se non per assumersi responsabilità, non ha mai dato un ordine : “riteneva che fosse meglio…”.
“In campo umano e sociale parlano per lui la generosità e le tante iniziative verso i dipendenti e i prediletti “anziani”, i Centri assistenza in tutte le unità, e massimo monumento la colonia di Funtanazza”.
Rivolge un particolare ricordo per tutti gli uomini che hanno lavorato nella miniera dall’antichità sino alla chiusura.
“Perché Montevecchio non era solo una miniera, ma era una scuola, una palestra di formazione, era impegno civile, era sport, era cultura, era tecnica, era mecenatismo, ma era soprattutto un modo di intendere la vita”. “Desidero ringraziare tutti coloro che non vi sono più ma che alla loro miniera hanno sacrificato gli anni migliori , la salute e in qualche caso anche la vita. Ed è a questi ultimi che rivolgo il pensiero riverente e commosso, a quelli che in miniera hanno sacrificato la vita, so che essi saranno sempre nel cuore di chi in miniera ha lavorato e lavora”.
Alla fine degli anni ‘70 i problemi della miniera aumentarono finchè nel 1991 vi fu la lunga “occupazione dei Pozzi che culminò con l’accordo a Roma fra Governo, Eni, Regione e OO.SS per far uscire gli occupanti, che risalirono dal Pozzo Amsicora il 18 maggio 1991. La miniera era finita.”
L’ing. Marzocchi chiude la cronistoria con parole che esprimono Amore e tanta tristezza.
“ Si era chiusa un’avventura magnifica, esaltante, luminosa come poche altre, iniziata nel lontano 1848 e documentata ininterrottamente per 144 anni, era stata una fine triste e malinconica, che aveva lasciato l’amaro in bocca a tutti quelli che l’avevano vissuta e a tutti quelli che quella miniera avevano conosciuto e amato. La miniera di Montevecchio, che è stata forse la più grande e ricca realtà mineraria italiana non esiste più, ma restano il ricordo e l’amore che tanti ancora le portano.”
Luciano Ottelli
Montevecchio. Giovanni Rolandi, un uomo che ha amato la miniera e gli uomini di miniera.
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