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18
Mon, Oct

Arrivava l'estate.

RACCONTI E POESIE ì
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Il peso de sa "sienda" gravava tutto sulle sue spalle. S'omini bastanti era un uomo capace. Di poche parole e di molta forza. Era temuto dalla servitù, tuttavia rispettato. Severo, ma giusto. In quei giorni, su meri era pensieroso. 07 00 azienda agraria webSi aggirava per i possedimenti e ricordava i tempi passati. Rivedeva suo padre, vecchi lavoranti. Lo sguardo abbracciava l'orizzonte in ogni direzione e tutto ciò che vedeva era suo, della sua famiglia, delle sue figlie. Già! Perché lui non aveva un erede maschio. Non aveva mai apertamente dato la colpa alla moglie, ma dentro di sé, quella moglie così preziosa, imponente e virtuosa, non era riuscita nella "faccenda" per lui così necessaria. Due femmine. Femmine da maritare e maritare bene per non rischiare di frantumare e parcellizzare quella meravigliosa vastità agro-pastorale.Sul carro cun s'omini bastanti, visitò tutto ciò che era suo. Raccontava, dava incarichi e si immalinconiva. Non distanti da casa, si fermarono sulla collina. Sotto di loro, distese ondulanti di grano maturo e prossimo alla mietitura. Nella collina, sugherete e ulivi. Nonostante la calura, sotto gli alberi, l'ombra offriva ristoro e la grande fontana regalava le sue acque cristalline e saporite. Tutt'intorno, menta, erb'e bentu e meravigliose libellule rendevano la scena ancora più bella e per su meri, anche struggente. Desinarono con pane, formaggi e olive. Un pasto frugale e da servitori, ma il padrone non era "vigiriosu" come sa meri. Il servitore continuava a osservare il suo buon padrone e davvero trovava i suoi comportamenti piuttosto bizzarri. Di quando in quando aveva l'impressione piangesse. Nel suo viso, segni di notti trascorse "in penciamentus" e, silenzi, lunghi e pesanti silenzi. S'omini bastanti era un uomo pratico, niente astrazioni e, nella sua semplicità pensò a qualche "malia" e si ripromise di dirlo a sa meri. Preparato il carro per tornare a su furriadroxu, cercò il padrone e non lo trovò, come gli era parso, accanto a sé.

- Su meri? Oh su meri? Est ora de s'incamminai

Attese qualche momento. Silenzio. Solo il frusciare del grano, il canto di qualche uccello.
Un presagio. Poco prima, davanti al pozzo, mani dietro la schiena e corpo proteso in avanti, su meri era assorto e abrabueddara parole non udibili. Il lavorante si mosse temendo il peggio e, nel momento in cui cominciava la salita per arrivare alla fonte, intravide l'uomo. Quale enorme trasformazione fosse capitata nel mentre, l'uomo non se lo seppe spiegare, se non qualche settimana più tardi.
Tornarono alla fattoria e su serbidori, non mancò di raccontare a sa meri delle stranezze che il marito da qualche tempo compiva aggiungendo che per lui, fura ammaiau. Certamente la donna sapeva molto di più di ciò che poteva conoscere s'omini bastanti e, ciò che l'uomo raccontò, aumentò le sue preoccupazioni.
Seppur analfabeta, non era una donna "semplice", tutt'altro. Aveva capito che c'era qualcosa che angustiava il marito, inoltre era da tante notti che s'alzava e trascorreva gran parte della notte, de s'aposentu a coxina e de coxina a s'aposentu. Tuttavia quella sera trascorse serena e così l'intera settimana. La raccolta del grano. Tanti i lavoranti e le donne che da su uaddeu andavano a su furriadroxu per la mietitura.
La signora si tranquillizzò. Il marito correva un pochino ovunque, impartiva ordini e trovava soluzioni. Sembrava esser tornato l'uomo che lei amava e rispettava e, non essendo riuscita a dargli il maschio, cercava almeno di sostenerlo e aiutarlo in ciò che poteva.
Il grano raccolto, i lavoratori e le lavoratrici pagati. Tutto era nuovamente sereno. La donna fece preparare una buona cena per la fine dei lavori e, nel grande piazzale davanti casa, una cena festosa con canti e ballo sardo, spazzò anche gli ultimi ricordi di un periodo pesante.
Andarono a dormire. Si raccontarono la messe, l'allegria e i cambiamenti da portare nell'azienda e nel personale e si addormentarono sereni, come non accadeva da tempo.
I piccoli rumori al risveglio e quelli sempre più forti man mano che principiavano le attività, svegliarono la donna che si sorprese di non trovare nel letto il marito. In cucina chiese se il padrone fosse uscito da molto e, seppe che nessuno aveva visto il padrone. Fu l'ansia ad arrivare e a suggerire. Il resto vede una donna corpulenta, ancora in camicia e con le trecce sciolte, avviarsi con passo lungo verso la collina delle sugherete e degli ulivi. Dietro di lei, il lavorante.
Arrivarono trafelati in cima alla collina.
Dalla profondità del pozzo, un viso osservava non vedendolo un orizzonte ristretto. Le angustie, i dolori e le sofferenze smisero di essere tali.
Contus de atrus tempus. Buonanotte!

Claudia Serra