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09
Fri, Dec

Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. Incontro con P. Francesco Occhetta

S.I. Oggi
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Comunicare con misericordia. È questa la sfida alla quale Papa Francesco chiama gli operatori della comunicazione con il messaggio per la Cinquantesima Giornata delle Comunicazioni sociali.
Del messaggio del Papa e della comunicazione ai tempi dei social network si è parlato la settimana scorsa a Cagliari in un incontro alla Pontificia Facoltà Teologica tenuto dal gesuita Padre Francesco Occhetta.
Giornalista professionista, scrittore de “La Civiltà Cattolica” e consulente ecclesiastico dell’Ucsi, l’Unione dei Giornalisti Cattolici, Padre Occhetta ha commentato il messaggio papale pubblicato lo scorso 24 gennaio in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e grande innovatore nella comunicazione. Proprio l’innovazione è un elemento centrale in questo messaggio per la 50a Giornata delle Comunicazioni sociali, in cui Papa Francesco considera la Rete, se utilizzata per ampliare le relazioni e non per isolarsi, una enorme opportunità per favorire le relazioni tra le persone.
“Siamo chiamati a comunicare da figli di Dio con tutti, senza esclusione”, ha detto padre Occhetta citando l’incipit del messaggio di Papa Bergoglio in cui le parole e i gesti diventano strumenti preziosissimi per superare le incomprensioni, gettare ponti, sanare relazioni lacerate e riportare la pace e l’armonia tra le famiglie e nelle comunità.
Il Papa – ha evidenziato Padre Occhetta nell’incontro moderato dal presidente dell’Ucsi Sardegna Mario Girau – si appella soprattutto ai rappresentanti delle istituzioni chiedendogli di farsi ispirare sempre dalla misericordia. Ovvero di garantire a tutti la libertà di pensiero e di includere anche chi ha sbagliato. Anche la Chiesa – ha detto Padre Occhetta - deve saper comunicare senza prevaricare.
“Ci vuole molto coraggio – dice il Papa - per orientare le persone verso processi di riconciliazione ed è proprio tale audacia positiva e creativa che offre vere soluzioni ad antichi conflitti e l’opportunità di realizzare una pace duratura”. La comunicazione, d’altronde, implica condivisione, ascolto e accoglienza. Ma per essere efficace – ha aggiunto il giornalista gesuita – implica anche il silenzio e l’interiorizzazione: è infatti la dimensione interiore che dà forza alle parole.
Quanto al mondo dell’informazione, che sta profondamente cambiando grazie alle nuove tecnologie, secondo Padre Occhetta “per avere un futuro la comunicazione deve mettersi al servizio del bene comune”.
In Rete, ad esempio, la condivisione gratuita dei contenuti è in grado di unire le persone e creare quella che nel messaggio Papa Francesco chiama “prossimità”. “La Rete – ha spiegato Padre Occhetta - deve essere abitata con maturità ed essere utilizzata per mettersi in relazione anche con chi la pensa diversamente da noi. Offrire contenuti gratis dà un ritorno in termini di relazione e proposta perché consente a tante persone di ampliare i propri orizzonti”.
Nell’oceano del web il giornalista si deve allora distinguere per la sua capacità di interpretare i fatti e contestualizzarli. In altre parole deve essere la memoria storica degli eventi. Perché, come sostiene il guru del giornalismo americano Jeff Jarvis, oggi le notizie hanno un valore economico sempre minore: ma assumono una grande importanza se riescono a “combattere la solitudine” di chi, in un mondo che va sempre di fretta, non ha neppure più il tempo di informarsi.
Alessandro Zorco


Alessandro Zorco

Sulcis Iglesiente Oggi