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08
Thu, Dec

Iglesias. Riunione della Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile

S.I. Oggi
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Lunedì scorso, nei locali del seminario vescovile, si è riunita la Consulta Diocesana di Pastorale Giovanile: all’ordine del giorno la verifica del percorso diocesano sinora svolto e la preparazione alla Giornata Diocesana dei Giovani (Iglesias, 25 aprile 2016) e per la Giornata Mondiale dei Giovani (Cracovia 25-31 luglio 2016). Alla riunione hanno partecipato il vescovo mons. Giovanni Paolo Zedda, il direttore del servizio di PG don Giorgio Fois, il vicario per la pastorale don Giuseppe Tilocca, l’équipe di PG, i rappresentanti di Azione Cattolica, AGESCI, Centro Giovanile Santa Barbara, Progetto Policoro, parrocchia San Pio X di Iglesias, Oratorio sant’Ignazio da Laconi di Domusnovas, CSI e Rinnovamento nello Spirito. Ha partecipato in qualità di invitato anche il direttore del settimanale diocesano.
È stato un confronto aperto e schietto, al quale hanno contribuito attivamente tutti i delegati presenti, confermando l’adesione al progetto diocesano di pastorale giovanile. Durante la verifica si è fatto riferimento a quanto pubblicato sul settimanale da don Giorgio, direttore del servizio di PG, all’indomani dell’incontro tenutosi a Tratalias, concordando che, sebbene non siano mancate in passato le difficoltà di calendario per gli impegni di ciascuna componente, tutto è superabile in un’ottica di cristiana condivisione.
Come ha ricordato don Giuseppe Tilocca, rifacendosi ad un antico proverbio, le ferite fanno male, a volte sanguinano, ma quando guariscono generano pelle nuova: così se pure l’articolo di don Giorgio può aver “fatto male a chi l’ha ricevuto, è bello scoprire una vivacità di confronto e cogliere questa come una provocazione che può avere una sua utilità per una pelle nuova”. In ogni caso l’obiettivo primario rimane l’evangelizzazione, non tanto stare insieme, ma vivere il Vangelo e annunciarlo, riflettendo comunque sulla dimensione giovanile, dei giovani e tra i giovani, all’interno della chiesa, necessità emersa dal dibattito pure nella prospettiva del prossimo convegno diocesano.
Le parole di mons. Zedda hanno infine chiarito a tutti lo spirito e la missione che deve animare la pastorale giovanile diocesana, e non solo, facendo riferimento anche alla Scuola diocesana della Parola, per la quale è necessaria ancora maggiore attenzione da parte della comunità tutta, dei gruppi e dei movimenti.
“A parole diciamo che la chiesa è una – ha esordito il vescovo – poi concretamente, quando si tratta di agire e fare cose insieme, si ha difficoltà, tutti a lavorare salvaguardando le caratteristiche che ognuno di noi ha, ma la prima testimonianza del Vangelo è quella dell’unità”. Pensiamo alla liturgia domenicale, ha esortato mons. Zedda: “C’è una buona partecipazione? Facciamo invece un paragone con quanti non vengono, eppure la liturgia eucaristica è il centro della vita comunitaria. Quanti giovani ci sono? Quanti dei giovani che vanno, vanno spinti da un adesione o soltanto perché ci sono delle convenienze? Per quanto riguarda la pastorale giovanile – ha aggiunto il nostro Pastore – è già da alcuni anni che si è fatto scendere il numero degli incontri diocesani. Perché? Se è a beneficio di tutti, cosa impedisce alle parrocchie, ai gruppi, all’AGESCI o all’Azione Cattolica di fare in modo che quell’incontro che è programmato a livello diocesano sia, non sostitutivo, ma ancora più importante per i ragazzi del gruppo, che non sono chiamati a formare l’AGESCI o l’Azione Cattolica, ma sono formati attraverso l’AGESCI e l’Azione Cattolica ad essere Chiesa”. Camminare insieme, ecco l’obiettivo cui mirare, ma “riuscire a spostare i nostri obiettivi che sono sempre e comunque parziali è faticoso”, ci ricorda il vescovo. Dinamismi e competizioni si superano “pure attraverso la consulta o il dialogo al di fuori della consulta, anche a muso duro”, ha ripetuto mons. Zedda, ricordando che “c’è necessità, su un settimanale diocesano di uno scambio di opinioni su come va la Diocesi e su come va la Chiesa nel nostro ambito. Non deve essere l’ambito dei pettegolezzi – ha precisato il vescovo – però si può utilizzare anche il settimanale diocesano per formarci, per dirci le cose con chiarezza, perché no? Davvero è possibile utilizzare il settimanale per affrontare certi argomenti, stando in una linea di correttezza e rispetto reciproco, ovviamente”. “Mi auguro che per il futuro valutiate queste cose – ha continuato mons. Zedda – perché rimane aperto il problema della convinzione, prima di tutto interiore, di essere parte di una comunità grande che non è soltanto la mia parrocchia, ma la chiesa diocesana e la chiesa universale, e questo vale per i sacerdoti e per i laici, per andare oltre le divisioni che possono esistere tra gruppo e gruppo”.
“Per quanto riguarda i giovani – ha concluso il vescovo – il nostro obiettivo è far risaltare una testimonianza del Vangelo che i giovani possano vedere e conoscere, dobbiamo trovare delle soluzioni che non sempre sono facili, gli impedimenti non mancano ma vanno superati, aiutandoci anche nel nostro piccolo, con i limiti che tutti abbiamo, per collaborare doverosamente insieme”

Sulcis Iglesiente Oggi