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09
Fri, Dec

Iglesias. Buon appetito, i documenti raccontano il cibo

S.I. Oggi
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“Buon Appetito” è stato il titolo dell’incontro inserito nell’iniziativa “Letture d’Archivio”, svoltosi venerdì 18 marzo nei locali della Biblioteca Comunale di Iglesias ed inserito nel programma nazionale della settimana “Ispirati dagli archivi”. Presenti, tra gli altri, il vice-sindaco Simone Franceschi, i docenti e i genitori degli alunni che hanno letto richieste, denunce e autorizzazioni indirizzate alle autorità civili della cittadina mineraria nel periodo storico a cavallo tra la seconda metà dell’800 e gli anni ’40 del secolo scorso. Dopo una breve presentazione della coordinatrice bibliotecaria Clara Congia, Daniela Aretino e Giorgia Marcia, paleografe-archiviste dell’Archivio Comunale cittadino hanno sottolineato l’importanza degli archivi per far conoscere alle nuove generazioni il nostro passato e il bagaglio culturale ad esso connesso. “Oggetto protagonista di queste letture è il cibo - ha precisato Daniela Aretino - e l’alimentazione è un fatto culturale e sociale: all’evoluzione della storia dell’umanità è strettamente legata quella del cibo e la salute stessa dell’uomo è inscindibile dalla qualità e dalla genuinità di cui egli si nutre”. Si sono poi alternate letture di comunicazioni denuncianti lo stato precario degli alimenti venduti nel passato, quando le classi sociali più povere erano costrette a fare buon viso a cattivo gioco; si è poi giunti ad alcuni passi scritti dai cabarettisti Massimiliano Medda e Demo Mura e dalla scrittrice Michela Murgia, dove si è messa in evidenza la bontà dei prodotti sardi, come “su proceddu” e “is gueffus”. In alcune lettere venivano invece descritte le cattive condizioni igieniche in cui si produceva il pane o come venivano irrigate le coltivazioni, usando acque putride, lo stesso latte, venduto alle cinque del mattino, trasportato in carrozzelle, di sicuro non era pastorizzato e la brucellosi e il paratifo prendevano il sopravvento sulla salute pubblica. A tal riguardo è stato ricordato il dottor Giacobbe, figura di spicco negli anni della seconda guerra mondiale che, con il suo chinino e i suoi siringoni, fu provvidenziale per la cura delle persone infettate.
Non tutto ciò che è stato raccontato ha avuto pero valenza negativa, ma ha presentato anche connotati positivi. Interessante l’esperienza pluriennale di Antonello Collu, commerciante del mercato civico di Iglesias: “La mia attività è iniziata a Cagliari e vendevo pesce ma Iglesias, sotto questo aspetto, era molto importante perché arrivavano, qui da noi, rivenditori del prodotto ittico, anche da S. Antioco. L’errore è stato quello di apportare modifiche al nostro mercato senza consultare noi rivenditori: non fummo avvisati dei progetti indirizzati alla ristrutturazione dei locali e i nostri box furono sistemati nelle vicine vie Oristano e Diana. Il mercato di Iglesias è un gioiello - ha concluso – ed è molto importante perché, al suo interno, ci sono grandi commercianti che esportano non solo nel resto dell’isola ma anche oltremare: è stato un peccato, inoltre, chiudere il mattatoio cittadino per favorirne, invece, altri”, considerazione che ha riscosso il consenso di tutti i presenti. Prossimo appuntamento ad aprile per nuove interessanti letture.

Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi