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Tue, Jan

Iglesias. Un incontro per scoprire Sardex, la moneta complementare sarda

S.I. Oggi
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Nelle intenzioni dei suoi ideatori, il Sardex, il circuito economico integrato, nato nel 2009 a Serramanna, può rappresenta uno strumento in grado di aiutare l’economia sarda a superare la crisi economica di questi ultimi anni. Il Sardex, semplificando il concetto, rappresenta una moneta complementare, con la quale le imprese possono mettere sul mercato le risorse che non riescono a collocare nei tradizionali canali di domanda e offerta.
Una rete che permette alle imprese e ai privati, che sottoscrivono l’adesione al progetto, di superare le difficoltà del circuito di credito bancario, che in questi ultimi anni è stato uno degli anelli deboli dell’economia italiana.
Negli ultimi sette anni, il circuito Sardex è cresciuto in maniera massiccia in tutta la Sardegna, partendo dalla zona del Campidano per espandersi verso il Nord dell’isola, arrivando a collaborare con circuiti analoghi nati in altre regioni d’Italia, e attirando l’attenzione di prestigiosi osservatori economici come il “Financial Times”.
Osservando nelle carte tematiche la distribuzione in Sardegna delle oltre 3000 imprese legate al circuito Sardex, il dato che colpisce è quello del Sulcis, zona geografica con pochissime imprese che aderiscono al progetto. Per favorire l’informazione verso i privati e i titolari delle imprese, venerdì 18 marzo, nella sala conferenze del Centro Culturale di Iglesias, l’associazione “Cerchi concentrici”, in collaborazione con l’associazione “IC”, ha organizzato un convegno sul Sardex, durante il quale i responsabili del progetto hanno potuto esporre il funzionamento del circuito economico integrato.
L’adesione al circuito Sardex è subordinata al pagamento di un canone di ingresso e ad una valutazione sullo stato di salute dell’impresa e sulle sue potenzialità di mercato. Dopo questo passaggio, ogni impresa che ha fatto domanda di adesione alla rete di Sardex e la cui richiesta è stata approvata, può aprire un conto presso la camera di compensazione del circuito, con una perfetta equivalenza tra valore in Euro e valore in crediti complementari Sardex. Ogni conto ha saldo iniziale pari a zero, posizione verso la quale dovranno tendere tutte le transazioni economiche all’interno del circuito, con un equilibrio tra entrate ed uscite delle imprese. Ogni impresa aderente a Sardex può spendere i suoi crediti solamente all’interno del circuito, interagendo con gli altri soggetti che fanno parte della rete. Una maniera per mantenere risorse economiche nel territorio e favorire l’integrazione reciproca tra i vari attori economici.
Roberto Spano, AD di Sardex, ha sottolineato come i sistemi di credito reciproco e le monete complementari potranno favorire la crescita economica e accelerare l’uscita dalla crisi globale. “Sardex non è una soluzione - secondo Spano - ma può essere un valido contributo al benessere economico e alla ricostruzione del un tessuto produttivo di un territorio”.


Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi