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07
Wed, Dec

Iglesias. Studenti nelle miniere da dieci paesi del mondo

S.I. Oggi
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È stato presentato nei giorni scorsi nella Sala Branca del municipio di Iglesias, la quinta edizione del progetto Workshop Operativo Internazionale LandWorks Sardinia, dieci giorni tra studio, arte e sperimentazione, organizzati dal Dipartimento di architettura, design e urbanistica dell’Università di Sassari, che vedrà numerosi studenti provenienti da dieci paesi del mondo, valorizzare alcuni siti minerari del territorio, con creazioni artistiche temporanee. “Il Workshop Operativo – ha spiegato Anna Caterina Piras, coordinatrice del progetto – nasce dall’esigenza di valorizzare i territori compromessi da alcune attività di tipo industriale, come quella mineraria, attraverso alcune manifestazioni artistiche. Noi lavoriamo con l’effimero e utilizzando quello che riusciamo a recuperare sul posto”. Il meeting si svolgerà tra il 26 maggio e il 5 giugno. Il sito individuato per lo svolgimento dell’edizione 2016 del progetto, sarà questa volta l’area mineraria di Nebida e Masua. “Nei primi giorni – ha aggiunto la coordinatrice del progetto – i diversi gruppi di studenti studieranno l’opera artistica, che poi realizzeranno, sempre tenendo conto di quello che riusciamo a trovare sul posto e che possiamo riutilizzare per le nostre creazioni. Poi nei giorni successivi si passerà alla prova pratica, con l’installazione. Gli ultimi due giorni, sarà dedicato alla presentazione di quello che abbiamo realizzato. Tengo a precisare, che saranno coinvolte le associazioni locali, lo stesso comune di Iglesias, la Protezione Civile, l’Ente foreste, l’Igea e tutta la popolazione locale. In particolare coinvolgeremo gli anziani minatori, che ci aiuteranno a conoscere meglio i luoghi nei quali operiamo e il resto del territorio”.
Le edizioni passate del Workshop Operativo Internazionale LandWorks Sardinia, si sono svolte in determinate aree del territorio isolano, caratterizzate da uno stato non indifferente di forte degrado, dovuto all’abbandono del sito. Come la vecchie miniere di Ingurtosu, Montevecchio e dell’Argentiera, oppure le storiche batterie militari dell’isola di Caprera. Grazie a queste iniziative culturali, i luoghi hanno avuto una rivalutazione in senso artistico-culturale, che poi sarà di grande aiuto nella promozione ai fini turistici dei siti interessati. “Il nostro intento è far rivivere quei luoghi – ha concluso Anna Caterina Piras – attraverso l’arte, il rispetto della storia, delle tradizioni locali e con gli scambi culturali. Come abbiamo fatto negli anni scorsi e come faremo anche questa volta tra i bellissimi paesaggi delle miniere della costa iglesiente”.

Federico Matta

Sulcis Iglesiente Oggi