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03
Sat, Dec

Carloforte. “Le pillole di Ercole” al cine-teatro Mutua

S.I. Oggi
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“Le pillole di Ercole” una nota e brillantissima commedia in tre atti di Hennequin e Bilhaud, due allievi di Feydeau, è stata l’ultima fatica del gruppo teatrale “Don Ignazio Garau – Linetto Leone”. L’opera è stata rappresentata, sotto la regia di Mario Pintus, con successo al cine-teatro Mutua. È stata una prova come al solito applaudita, apprezzata e… attesa dai carlofortini che da alcuni decenni seguono con calore e simpatia le performance del gruppo.
Tutto è iniziato 45 anni fa grazie alle iniziative dei compianti Don Ignazio Garau e del suo amico fraterno Linetto Leone che con l’intento di impegnare i giovani in qualcosa di diverso e formativo idearono questo gruppo teatrale che allora si chiamava “Cristoforo Colombo”. La prima timida uscita dei giovani attori fu nella primavera del 1971 con “Processo a Gesù” di Diego Fabbri. Fu un successo. Ma da allora altri, tanti ne sono seguiti. In scena sono stati portati nel tempo oltre un’ottantina di lavori con un vasto repertorio di generi. Si va dalla commedia brillante di autori moderni ai classici del teatro e della risata come “Il malato immaginario” e “L’avaro” di Moliere agli impegnativi “I fratelli Karamazov” di Fabbri ed “Assassinio nella cattedrale” di Elliot per finire ai classici del giallo di Aghata Christie “Dieci piccoli indiani” e “Trappola per topi”. Ed ogni rappresentazione, quasi a furor di popolo, è stata replicata due, tre quattro volte. Qualcuno dell’iniziale compagnia è rimasto ma è ovvio che in tutto questo tempo il gruppo si è rinnovato per motivi generazionali, per le vicende della vita, con nuovi e giovani attori, ma l’impegno e i principi che l’hanno contraddistinto fin dal suo nascere sono rimasti. Oggi come allora gli incassi dei loro spettacoli (l’ingresso è a libera offerta) vengono devoluti in beneficenza. Così in tutti questi anni tante persone sono state aiutate. I proventi di alcuni spettacoli sono stati spediti anche in una baraccopoli del Cile dove uno dei due fondatori, Don Ignazio Garau, (recentemente Carloforte gli ha dedicato una via) spinto dalla sua umanità si era recato, dopo aver lasciato la parrocchia isolana, come missionario. I carlofortini insomma tramite questo gruppo si sono divertiti, hanno riso, hanno meditato ed hanno compiuto opere di bene. È per questi motivi, e forse per altri ancora che questo gruppo teatrale è diventato ora una radicata consuetudine, quasi una un’autentica tradizione nella vita sociale e culturale della comunità isolana.

Nicolo Capriata

Sulcis Iglesiente Oggi