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09
Fri, Dec

Iglesias. La mostra sulle cinquecentine nel Museo Diocesano La Biblioteca diocesana, percorsi da leggere e scoprire

S.I. Oggi
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La mostra “Libris pasco ut prosim. Le cinquecentine della Biblioteca diocesana di Iglesias”, inaugurata lo scorso 15 aprile, pone all’attenzione dei visitatori quattordici esemplari delle antiche edizioni a stampa del Cinquecento del patrimonio librario della Diocesi di Iglesias.
Il loro contenuto di autori e opere è tuttavia lasciato sullo sfondo: il percorso espositivo propone una prospettiva che, sebbene particolare e insolita, risulta significativa per la ricostruzione della memoria storica e culturale del nostro territorio.
I volumi recano infatti piccoli ma preziosi indizi che sfuggono ai più e che invece rivelano all’occhio attento suggestivi “percorsi di lettura”. Le tracce d’uso ci raccontano, infatti, come i libri sono stati utilizzati nel corso del tempo: ci consentono di ricostruire la storia dei singoli esemplari, le modalità di fruizione del libro, l’identità culturale dei possessori e, grazie alle indicazioni vergate da mani antiche, la provenienza del volume e del suo possessore; tracce di una lettura attenta sono, invece, desumibili dai segni interlineari o marginali, dalle note di commento e dalle postille a completamento del testo.
Questi indizi, tutt’altro che secondari, contribuiscono a definire la composizione dei patrimoni librari e la ricchezza sia in termini quantitativi, sia in termini qualitativi delle raccolte. Infatti, il rilevamento delle tracce di provenienza che figurano sugli esemplari esposti ci ha permesso di indagare e quindi di conoscere la fisionomia, la consistenza e la struttura della Biblioteca diocesana in relazione al suo contesto storico.
I volumi esposti presentano numerosi di questi “segni”, talora particolarmente illustri, quali antichi timbri e note di possesso manoscritte che raccontano infiniti percorsi; si tratta di testi che dall’antica biblioteca del Collegio ex gesuitico, dalle raccolte personali di laici ed ecclesiastici hanno, infine, trovato il loro approdo nella Biblioteca storica diocesana di Iglesias; segni che attestano il loro ingresso nella raccolta libraria custodita da questa istituzione che da secoli gioca un ruolo di profondo significato per la vita della comunità sociale e religiosa della diocesi di Iglesias.
Si tratta di un ‘piccolo evento’, uno dei tanti possibili esiti consentito dal sistematico lavoro di riordinamento e catalogazione della sezione relativa ai “Libri antichi” costituita da opere che, a partire da Cinquecento fino all’Ottocento, sono di rilevante interesse per la presenza di temi religiosi ed ecclesiastici (storia della Chiesa, agiografia, patrologia, Sacra scrittura, filosofia, teologia, diritto ecclesiastico) insieme ad altri quali la letteratura e la storiografia.
La Biblioteca diocesana è una biblioteca, costituita da circa diecimila volumi in continuo incremento. La sua è una lunga storia in quanto il materiale in essa custodito è frutto della stratificazione di fondi provenienti dal Collegio ex-gesuitico e, successivamente, dal Seminario vescovile che, eretto nel 1774, provvide fin dal principio ad una propria dotazione libraria, propedeutica alla formazione dei giovani che si apprestavano a ricevere l’educazione ecclesiastica e al necessario aggiornamento dei loro insegnanti. Successivamente, a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, il fondo si incrementò con opere non solo di argomento sacro e religioso ma anche di autori classici, sia latini che greci.
Nei decenni successivi la Biblioteca crebbe gradatamente grazie alle donazioni di Vescovi, Canonici e Sacerdoti (come si ricava dai frontespizi di alcune edizioni), per divenire luogo di consultazione e studio, non solo dei chierici del seminario ma di tutto il Clero della diocesi iglesiente.
Questa è la prima volta che la Biblioteca diocesana di Iglesias organizza una mostra di proprie edizioni antiche e rarità bibliografiche, l’occasione è offerta dal suo ingresso nel Polo SBN di Biblioteche Ecclesiastiche (PBE), un progetto di mediazione, tutela e valorizzazione dei beni - librari e non - appartenenti alle raccolte delle biblioteche ecclesiastiche delle diocesi italiane e degli altri enti religiosi che, avviato nell’estate del 2004, si integra nel quadro più ampio dei progetti di catalogazione dei beni culturali portati avanti dalla CEI, con lo scopo di fornire alle biblioteche ecclesiastiche gli strumenti necessari per poter assolvere pienamente alla propria mission.
La mostra è una delle tante possibili attività di valorizzazione che nasce dalla volontà di rendere noto questo importante patrimonio diocesano in grado di restituire al visitatore attento la cornice intellettuale entro la quale si muoveva la società diocesana nel Cinquecento; il suo allestimento, la scelta delle edizioni e la loro descrizione non è stata un’impresa facile e siamo pertanto consapevoli dei suoi limiti. Dobbiamo tuttavia confessare che avere a che fare fisicamente con il libro antico, toccare la sua carta, osservarne i caratteri di stampa, ammirarne le incisioni, esaminarne la legatura, leggere una nota di possesso o gli errori corretti nel corso della tiratura, constatarne anche i danni subiti nel tempo è una emozione che ci ha ripagati generosamente.
Molti, a vario titolo, hanno dato il loro contributo; il lavoro di biblioteca è per definizione “corale”, a tutti quindi va il mio personale ringraziamento.

Licia Meloni
Direttrice Biblioteca storica diocesana

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