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08
Thu, Dec

Iglesias. L’ultimo saluto a Mariano Dessì. Il ricordo di un grande uomo di sport

S.I. Oggi
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Venerdì 9 settembre Iglesias ha dato l’ultimo saluto a Mariano Dessì. Ai funerali si sono ritrovate tante persone che lo hanno conosciuto, non solamente come allenatore, ma anche come appassionato di calcio, in una vita passata ad allenare sui campi di gioco di tutta la Sardegna. Il suo, fin dai primi anni 70, era un calcio moderno, definito da molti osservatori calcio totale, nel quale, cosa non usuale all’epoca, soprattutto per le serie inferiori, tutti i giocatori partecipavano alla manovra, difendendo nella propria metà campo per poi ribaltare l’azione nella fase offensiva. Dessì aveva fatto suo l’esempio di allenatori quotati come Heriberto Herrera, senza fossilizzarsi sugli schermi, ma insegnando calcio con buon senso e serietà, e con un grande impegno, che è un elemento in comune nel ricordo delle tante persone che lo hanno conosciuto.
Un altro grande uomo di sport come Nino Falchi, ricorda, in particolare, la sua passione per il calcio, che lo aveva portato a diventare allenatore malgrado non avesse mai giocato. “Era un teorico, animato da una grande passione, che, nel corso del tempo, si era trasformata in competenza. Aveva iniziato allenando le squadre giovanili, ma poi era passato, con ottimi risultati, alla prima squadra. Era un allenatore molto competente, che ha portato la sua esperienza anche in altre realtà della Sardegna, come Olbia e Nuoro e che probabilmente, a livello di risultati, ha raccolto meno rispetto ai suoi meriti”.
I giocatori che ha allenato, conservano di Mariano Dessì tanti aneddoti, sia del lato sportivo che di quello umano.
Andrea Marras, per tanti anni colonna e capitano dell’Iglesias, racconta di un uomo con un carattere particolare, ma franco e sincero all’interno dello spogliatoio e legatissimo ai suoi giocatori: “Ad un primo impatto poteva sembrare burbero, mentre invece era ricco di umanità, ed è riuscito a conservare, negli anni, un rapporto di amicizia con tanti giocatori che ha allenato. A volte capitava anche di discutere dentro il campo, ma tutto poi si stemperava nel rispetto e nella stima”.
Anche il ricordo di Maurizio Giannoni, uno degli attaccanti più rappresentativi, si concentra su quello che avveniva fuori dal campo. “Lui, per noi della squadra, non è stato solo un grande allenatore, ma una grande persona. È stato un decano del calcio sardo, che ha lasciato ovunque un grande ricordo. Mi vengono in mente anche molti aneddoti divertenti sulla sua scaramanzia prima delle partite, ma il ricordo più bello è quello delle grandi soddisfazioni ottenute sul campo”.
“Lavorava con la squadra con metodi moderni, che permettevano di recuperare e ottimizzare le risorse”, ricorda Roberto Vangelotti, indimenticato talento di Fersulcis e Monteponi. “Iglesias probabilmente non si è accorta del tutto di avere avuto in città un grande allenatore, sia quando era in vita, sia ora che non c’è più”.

Jacopo Casula

Sulcis Iglesiente Oggi