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03
Sat, Dec

Musei. Giovanni Portas. Terra Cruda: bioedilizia a Km zero

S.I. Oggi
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È il proprietario dello stabilimento più grande, in Sardegna, per la produzione di manufatti in terra cruda, attività che porta avanti da tantissimi anni e che svolge a Musei, dove è nato e risiede: si tratta di Giovanni Portas, appassionato di questa mansione legata alla bioedilizia, settore dove si producono mattoni utilizzando, prevalentemente, argilla, paglia, sabbia e materiali inerti. “La mia è una passione legata al recupero di un antichissimo mestiere che ho imparato da alcuni anziani del paese - racconta l’artigiano - e consiste nell’impasto di terra, paglia, argilla e, dopo 12 ore di riposo, si formano i mattoni usando una forma in legno chiamata, in sardo, “sestu”. Il mercato è altalenante e, questi lavori, vengono richiesti, in buona parte, per il restauro di case storiche; in questa zona produco io questi mattoni ma è presente, in Sardegna, qualche altro artigiano, come ad Oristano e nel Medio Campidano”.
Giovanni Portas svolge questa mansione anche a livello educativo e, come volontario, si propone alle scuole e alle comunità dedite al recupero di persone svantaggiate e a quelle che necessitano di essere reintegrate socialmente, sensibili ad imparare questo mestiere. “In molti paesi, come Musei e Domusnovas, per citarne alcuni – continua Portas – viene usato il cemento armato facendo perdere l’identità di queste località e dimenticando che la bioedilizia è a km 0. Nel nostro territorio le materie prime non mancano e questi manufatti possono essere realizzati in qualsiasi periodo dell’anno”. Quando una casa deve essere demolita subentra, poi, il discorso dell’inquinamento, precisa Giovanni: “Una costruzione realizzata in terra cruda, nel momento in cui viene abbattuta, non presenta costi di discariche e di smaltimento di materiali mentre, usando i prodotti attuali tra i quali, anche in dosi ridotte, è presente il pericolosissimo amianto, l’eliminazione di questi comporta costi, inquinamento e, quindi pericolo per la nostra salute e per lo stesso ambiente circostante”.
“Le costruzioni edificate con mattoni in terra cruda sono tiepide d’inverno e fresche in estate – aggiunge l’artigiano – e questi si possono spostare da un’abitazione all’altra mentre quelli realizzati con i nuovi materiali non si possono riciclare e sono destinati, perciò, ad essere eliminati. Tra i miei lavori, inoltre, voglio menzionare un episodio: un mio compaesano, insoddisfatto di vedere la propria casa in cemento armato, mi chiese di produrre mattoncini per rivestirla e farle assumere, in questo modo, un aspetto anticato e originale. Rivalutiamo la bioedilizia – esorta – perché potrebbe offrire sbocchi professionali, è gratificante per chi la pratica e queste tecniche dovrebbero essere rivalutate per proposte di lavoro”.

Mariangela Muntoni

Sulcis Iglesiente Oggi