Un appello per la partecipazione del territorio e della città in massa alla manifestazione in programma per il 27 ottobre a Cagliari e un documento votato all’unanimità dal Consiglio comunale che chiede in sostanza che anche il Cto funzioni a pieno ritmo e non chiuda a fine settimana: ecco i passi che Comitato Uniti per la Salute e istituzioni preparano per la Sanità.
I problemi sono quelli che coinvolgono l’Isola dove è in corso la riorganizzazione dei servizi con centro nella Asl unica a Sassari e nel privato Mater Olbia. Una situazione definita “urgente” anche per il sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo, unico a finora a sostenere il piano.
“Non è una guerra di campanile – ha chiarito la prima firmataria Gianfranca Mannu (FI) – ma per la salvezza e ottenere condizioni fatte su scelte equilibrate per tutti. Il pericolo adesso è che il nuovo manager della Asl unica veda i numeri e chiuda tutto. Il centro trasfusionale, senza senso, è stato trasferito al Sirai che aveva un bacino di utenti inferiori e il punto nascite fino al 30 agosto ha trattato 320 parti. Dovrebbero essere almeno 500 per la legge per essere in sicurezza. I bambini ci sono ma le donne preferiscono Cagliari, in cui la struttura è ormai intasata”.
In Consiglio comunale, in cui l’accordo su tre mozione, presentate dalla minoranza è arrivato a mezzanotte. Come ha ricordato Alberto Cacciarru (Pdci) anche il dibattito in sala Lepori promosso dal Comitato Uniti per la Salute si chiedono 9 punti: ospedale aperto a tempo pieno, presenza costante di un cardiologo, ripristino dei posti letto per post acuti, entrata in funzione della centrale del gas medicale e delle sale operatorie anche di Oculistica (reparto ora è bloccato), reintegro del tecnico di laboratorio analisi nel centro trasfusionale a Iglesias (adesso i campioni di sangue viaggiano impegnando ambulanze), servizio psicosociale e un piano di prevenzione e trattamento dei tumori al seno efficace. Il quadro dipinto da chi è stato in ospedale non è confortante: il personale opera in condizioni estreme, non si capisce quali servizi funzionino e operatori e pazienti fanno il ping pong fra Sirai e Cto senza risultato.
“Le persone si lamentano per la strada – ha chiarito Paolo Deriu, del Tribunale del malato – le persone si lamentano per la strada ma quando devono andare da chi è in grado di cambiare le condizioni perché deve fare le leggi c’è un fuggi fuggi”.
Per cui l’invito del Comitato è ancora al popolo, per partecipare in massa alla manifestazione in programma il 27 ottobre a Cagliari. “Non deve essere una guerra né fra poveri, né di campanile, la Sanità è di tutti non solo di chi può pagare, dobbiamo impedire che questa Riforma passi in Consiglio regionale e diventi legge, essere compatti col resto della Sardegna che protesta, anche le istituzioni che ci rappresentano. O fra poco non ci saranno neanche più ambulatori”.
Miriam Cappa
Iglesias. Consiglio Comunale. Sanità, il territorio pronto alla marcia su Cagliari
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