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Olbia. Concluso il convegno organizzato dall'Ucsi. Documento dei giornalisti cristiani

Attualità Regionale
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“La professione giornalistica potrà avere un futuro solo attraverso la riscoperta della sua utilità sociale. I giornalisti devono impegnarsi a fondo reinventando il proprio ruolo al servizio delle comunità e imparare a far buon uso di tutti gli strumenti che le nuove tecnologie mettono a loro disposizione. La tutela dell’ambiente è un tema privilegiato in questo percorso”. E’ il principio alla base della dichiarazione di Olbia che ha concluso la convention che l’UCSI Sardegna – con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna - ha organizzato in Gallura per ricordare il ciclone Cleopatra che colpì la zona nel novembre 2013 e il fortunatamente meno disastroso ciclone Mediterraneo di qualche settimana fa.
Sul palco si sono dati il cambio numerosi relatori che – spesso partendo dalle esortazioni dell’Enciclica Laudato Sì– hanno cercato di analizzare il modo ottimale con cui l’informazione deve rapportarsi al Creato. “Gli organi di informazione sono un pilastro fondamentale nel sistema di protezione civile, sia durante l’emergenza sia in fase di prevenzione – ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio -: è il flusso costante, tempestivo e preciso delle informazioni certificate che consente ai cittadini di fruire del diritto ad essere informati, soprattutto in situazioni di criticità”.
Ma la stampa fa effettivamente sempre il suo dovere? Andrea Melodia, presidente dell’Ucsi ha posto parecchi interrogativi. “Sappiamo svolgere il nostro ruolo di “cani da guardia” nella società civile o ci limitiamo a rincorrere la cronaca? - ha detto -. Di fronte ai fiumi che non si puliscono, ai ponti mal costruiti, alle costruzioni erette dove non dovrebbero esserci, raccontiamo o stiamo zitti? O piuttosto siamo portati a scaricare le responsabilità delle carenze sui nostri editori? La riflessione di papa Francesco coinvolge tutti noi in questi doveri”.
La tre giorni di lavoro è stata impreziosita da numerosi autorevoli interventi. “Tra fede cristiana ed ecologia esiste una sorta di sintonia e simbiosi, direi naturale, originaria e inscindibile”, ha spiegato il Vescovo della Diocesi di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti che nel suo intervento ha illustrato la posizione della Chiesa sull’ambiente alla luce dei pronunciamenti degli ultimi cinquant’anni. Decenni nei quali il tema ecologico si è trasformato in una vera emergenza. "La strada obbligata per il futuro – ha detto - è quella di un'economia integrale, cioè di un'economia ambientale, economica e sociale, di un'economia culturale, un'ecologia della vita quotidiana che salvaguardi il bene comune e la giustizia tra le generazioni".
Durante i lavori del convegno dei giornalisti cattolici è stata tante volte citata l'Enciclica Laudato Sì con cui Papa Francesco ha lanciato a tutti, cristiani e non, l'appello ad unire le forze per farsi carico e tutelare la casa comune che ci è stata affidata. Gli aspetti giuridici e finanziari della Laudato Sì sono stati infine illustrati dal vice presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, che ha definito l’Enciclica “un dono della Provvidenza nel momento eccezionale vissuto in questo periodo”.
Nella tre giorni organizzata dall’UCSI è ritornata più volte le parole competenza. La necessità di approfondire problematiche complesse è emersa nelle relazioni del professorPaolo Fois, docente di Diritto Comunitario all’Università di Sassari e nelle testimonianze di Mimmo Vita, giornalista esperto di agricoltura e presidente dell’Unaga, e di Piergiorgio Pinna, cronista della Nuova Sardegna. Della necessità di studio e approfondimento ha parlato anche il professor Angelo Aru, docente di Scienza della Terra all’Università di Cagliari in una interessante relazione sull’incuria, lo spopolamento e l’abbandono del territorio sardo. Ma cosa possono fare concretamente i giornalisti? Un esempio concreto lo ha dato Massimo Lavena, giornalista cagliaritano che si sta spendendo molto per divulgare l’attività di una società (Resemina) che sta sperimentando in Sardegna l’utilizzo del vetiver, una pianta che può essere utilizzata per la bonifica e la messa in sicurezza del suolo.
Insomma dalla tre giorni gallurese è emerso che nel trattare l’ambiente è lo stesso giornalista che deve diventare “ecologico”. Come ha detto Franco Siddi, ex presidente della Fnsi ora componente del cda Rai, l’informazione “deve saper coniugare la pastorale della denuncia con la pastorale dell’esempio”. Al termine dei lavori è stata stilata una carta deontologica, la dichiarazione di Olbia, con cui i giornalisti UCSI hanno inteso dare il loro contributo a quella che sembra la questione cruciale per il prossimo futuro.

Alessandro Zorco

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