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Nuoro. Poste italiane entra nel carcere di Badu 'e carros con un progetto per detenuti

Attualità Regionale
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E’ partito presso la Casa Circondariale di Badu ‘e Carros il progetto formativo-culturale “Filatelia nelle carceri”, una iniziativa promossa e sviluppata da Poste Italiane in collaborazione con i Ministeri della Giustizia e dello Sviluppo Economico, la Federazione fra le Società Filateliche Italiane e l’Unione Stampa Filatelica Italiana. Il progetto, ha un programma formativo di due ore settimanali, coinvolge 19 detenuti.
Badu ‘e Carros è il primo Istituto della regione Sardegna che ha aderito all’iniziativa coinvolgendo 19 partecipanti.
La referente Filatelica di Poste Italiane di Nuoro e Cagliari Giovanna Strabone, con la piena collaborazione delle educatrici della Casa Circondariale, ha pianificato una serie di incontri settimanali di due ore nel corso dei quali illustra la storia del servizio postale e i primi rudimenti del collezionismo filatelico. Per facilitare e stimolare l’apprendimento della nuova disciplina, ad ogni studente è stata consegnata una guida realizzata da Poste Italiane e del materiale filatelico. Al momento gli allievi hanno sviluppato un tema scritto sull’argomento e stanno già iniziando a realizzare degli elaborati grafici. Al termine del progetto saranno presentate delle cartoline ed un annullo speciale. Entrambi i prodotti filatelici saranno realizzati utilizzando i lavori ritenuti più significativi prodotti dagli studenti.

“Filatelia nelle carceri” si propone come progetto formativo di ampio respiro che, avvalendosi delle sostanziali caratteristiche di multidisciplinarità e interdipendenza tipiche della filatelia, consente agli studenti di sondare una varietà di aree di interesse collegate al francobollo come la storia, la geografia, l’arte, le Istituzioni, le diversità culturali, le tradizioni, i popoli, gli eventi celebrativi legati a personalità o avvenimenti storici che hanno segnato in modo rilevante la storia nazionale e internazionale. Espressione della società e della cultura di un paese, simbolo per eccellenza del collezionismo, al francobollo e alle sue peculiarità viene dunque affidato un ruolo decisivo ad alta valenza formativa: stimolare la curiosità e il desiderio di sottrarsi alla monotonia della vita carceraria, proporre spinte motivazionali per approfondire argomenti e tematiche di forte impatto culturale e soprattutto contribuire al processo di riabilitazione e reinserimento nella società dei detenuti, elementi fondanti e obiettivi dello stesso sistema carcerario italiano.

L’idea di sviluppare un progetto educativo in carcere nasce nel 2010 su impulso di un gruppo di reclusi del Carcere di Bollate che, appassionati di francobolli, hanno dato autonomamente vita ad un circolo filatelico all’interno della struttura che li ospita.
Grazie al supporto della Direzione dell’Istituto, di vari collezionisti italiani che, gratuitamente, hanno messo a disposizione materiale filatelico, nonché dell’Unione Stampa Filatelica Italiana, una ventina di detenuti – tutti a digiuno di filatelia – hanno sviluppato un percorso educativo attraverso i francobolli, realizzando anche una piccola ma significativa collezione esposta, nel marzo 2011, nell’ambito di Milanofil. Tale prima esperienza ha dimostrato che i detenuti, spinti inizialmente dalla curiosità e dal desiderio di sottrarsi alla monotonia della cella, hanno trovato nella Filatelia le giuste motivazioni per approfondire – divertendosi – argomenti e tematiche di forte impatto culturale, realizzando quella rieducazione che è alla base dello stesso sistema carcerario italiano.

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