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Sant'Antioco. Chiuso dal vescovo l'anno del giubileo straordinario

Attualità Locale
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Con una Santa Messa presieduta dal vescovo di Iglesias Monsignor Giovanni Paolo Zedda, a cui hanno partecipato i parroci delle parrocchie cittadine, monsignor Carlo Cani cancelliere della curia vescovile di Iglesias e numerosi fedeli, il 18 marzo scorso si è chiuso a Sant'Antioco il giubileo stradinario promulgato da papa Francesco. La concessione papale è avvenuta in occasione del IV centenario del ritrovamento nella catacombe, sotto il tempio a Lui dedicato, del corpo di Sant’Antioco Martire  medico cristiano perseguitato, secondo la tradizione, nella Mauritania romana dall’imperatore Adriano e poi martirizzato a Sulci, come si chiamava una volta l'isola di Sant'Antioco. Le celebrazioni dell’Anno Santo straordinario di Sant’Antioco hanno preso inizio il 15 marzo dello scorso anno con un triduo di preparazione all’evento dopo l’annuncio fatto la domenica prima della decisione papale durante una messa in basilica da monsignor Carlo Cani, cancelliere della curia vescovile di Iglesias. Dalla chiesa di Santa Maria Goretti partì la processione verso la Basilica dove è stata concelebrata una santa Messa solenne presieduta da mons. Giovanni Paolo Zedda, vescovo di Iglesias, con tutti i sacerdoti della diocesi. Al termine della messa il vescovo ha impartito la benedizione papale con annessa indulgenza plenaria che è stata possibile ottenere tutto l’anno per coloro che hanno visitato la Basilica e seguito le funzioni sacre come prescrivono le norme ecclesiali per questi eventi. Nei giorni successivi seguirono nell’aula consiliare del comune due conferenze condotte dai professori che hanno effettuatola ricognizione delle reliquie. Una sulla “conservazione dei resti mortali di Sant’Antioco”, curata da Nazzareno Gabrielli e l'altra sulla “Ricognizione antropologica” con  Vittorio Mazzarello. Per l'arrivo in città della teca di vetro delle restaurate relique del Santo ci fu una grande cerimonia di accoglienza, presieduta dal cardinale Angelo Becciu, in rappresentanza del papa, a cui parteciparono diversi vescovi sardi, numerosi sacerdoti e una folla imponente di fedeli. Nei mesi scorsi infine la teca con le spoglie di Sant'Antioco sono state  portate ad Ozieri e in altri paesi della Sardegna, dove il protomartire sardo è patrono per essere venerate, per poi far rientro in Basilica. Il ritrovamento delle reliquie del martire sulcitano avvenne nel 1615 quando l’arcivescovo cagliaritano Francisco Desquivel promosse la ricerca delle reliquie di Sant’Antioco nelle catacombe, luogo in cui, secondo la tradizione, il martire sarebbe stato sepolto. Da allora sono trascorsi  400 anni. Ogni anno chiesa e fedeli hanno festeggiato l'avvenimento. Nell'anno appena trascorso città e diocesi hanno potuto festeggiare così in modo speciale il Santo Protettore grazie  alla concessione di papa Francesco di un giubileo straordinario che si è chiuso il 18 marzo scorso.

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