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Narcao. Storie di miniere. Rosas: 11 luglio 1851 - 11 luglio 2016

Attualità Locale
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165 anni fa la concessione Rosas per la coltivazione di piombo veniva assegnata alla Società Anonima del Sulcis e Sarrabus. Fu la terza concessione in ordine di tempo, dopo Montevecchio e Monteponi, emanata con R.D. dal Re Vittorio Emanuele II, ma seconda nella dichiarazione di scoperta, verbalizzata dal Corpo Reale delle Miniere nel Maggio 1849. Come tutte le miniere sarde anche Rosas contribuì a scrivere pagine importanti per la storia dell'industria isolana; in questa miniera si consumò il pimo sciopero della storia mineraria: Il 24 Luglio 1895 novanta operai di Rosas scioperarono per la riduzione dell’orario, che ottennero dopo due giorni; le cause e l’andamento dello sciopero furono riportate nella statistica degli scioperi avvenuti nell’industria: “ Narcao, sciopero della miniera di piombo argentifero Rosas". L’orario della miniera era di 12 ore per quelli che lavoravano all’aria aperta e di 8 ore per quelli che lavoravano in galleria . Sei operai addetti all’aperto la mattina del 24 Luglio con bastoni minacciarono i compagni, ingiungendo loro di abbandonare il lavoro e non tornarvi fino a che non fosse stato ridotto a 8 ore, come per i minatori. I sei operai promotori dello sciopero furono licenziati dall’impresa della miniera e denunciati all’autorità giudiziaria e quattro di essi condannati ad un mese di reclusione e 30 lire di multa. Dopo due giorni dallo sciopero, gli altri ottennero la riduzione dell’orario; la loro paga giornaliera era di 2,50 – 3 lire ”. altri scioperi avvennero in quegli stessi anni in altre realtà importanti come a Carloforte i Battellieri della Malfidano, a Buggerru, ad Iglesias e a Montevecchio. Tutti gli scioperi ebbero un comune denominatore: lo sfruttamento delle società nei confronti dei lavoratori , che si verificava anche aldilà del luogo di lavoro. L’esercizio del potere delle società sui minatori veniva rafforzato dall’intervento delle forze dell’ordine ogni qualvolta si fomentassero disordini: il 3 agosto 1896 il sottoprefetto di Iglesias rispose al direttore della miniera di Rosas circa la richiesta di un suo intervento tramite un nutrito numero di carabinieri, per arginare un nuovo sciopero che si sarebbe svolto il 15 dello stesso mese. Lo sciopero era motivato dal fatto che la società esercente non pagava l’intero salario e i minatori ricevevano buoni spendibili solo presso il cantiniere della miniera, che forniva derrate di scarsa qualità a prezzo elevato. Le cantine in tutte le miniere erano di proprietà delle società e costituivano attraverso il sistema descritto per Rosas, conosciuto come truck system, un ulteriore strumento di sfruttamento e di oppressione dei lavoratori. le lotte esplosero con maggior violenza nel 1906 dando luogo e vere e porprie insurrezioni popolari che coinvolsero tutta l'Isola anche contadina e pastorale. la risonanza fu nazionale , tanto che fu richiamata l'attenzione del Parlamento e del Senato, che avviarono congiuntamente un' inchiesta , di cui fu presentata la relazione nella seduta del 21 giugno 1906 alla Camera e in seduta del 9 luglio 1906 al Senato. Cosi si esprimeva la relazione:"Insistentemente si afferma che le condizioni economiche, igieniche ed intellettuali dei lavoratori del sottosuolo siano tristi: che essi sono scarsamente retribuiti della penosa opera loro: che le loro mercedi permangono le stesse – se non subiscono minorazione – quantunque il valore totale della produzione complessiva segni aumento e non diminuzione. Si aggiunge che al caro dei viveri, per sé stesso rilevantissimo, a causa o dell’improduttività del terreno, o dell’esportazione, o della lontananza dai centri principali di produzione, va unito

pei minatori il dovere di sottostare all’adozione del truck-system: che essi vivono in camerini luridi, senz’aria e senza luce, esposti alle più perniciose infermità: che molte famiglie di minatori sono ricoverate in capanne, il cui agglomerato è contro ogni principio d’igiene e d’umanità: che si difetta di acqua potabile: che sono cadenti le scuole minerarie: che non è strettamente osservata l’applicazione della legge sul lavoro delle donne e di fanciulli e quella sugli infortuni; e si domandano in nome della civiltà e prosperità economica , rimedi radicali ed energici (…..)”. La Commissione pubblicò la relazione preliminare nel 1907 e si mise in attività intervistando numerosissimi operai e famigliari, raccogliendo un gran numero di dati, che purtroppo finirono negli archivi, poiché la relazione riassuntiva e i tre volumi allegati vennero pubblicati solo nel 1911. il III volume degli atti della Commissione di inchiesta contiene gli interrogatori dei minatori di Rosas, eseguiti il 21 maggio 1908 nella sede del Comune di Santadi ( allora fraz. di Nuxis ).Gli interrogatori relativi ai minatori di Rosas fanno emergere quali fossero le reali condizioni materiali di uomini, donne e fanciulli: in primo luogo è evidente lo stato di sfruttamento sia in termini di lavoro che salariale, le precarie condizioni igieniche, la scarsa assistenza sanitaria e la sicurezza sul luogo di lavoro.
I dati dell’inchiesta furono pubblicati nel 1911 e molte delle ragioni per cui essa fu eseguita erano venute meno, seppure le condizioni degli operai, ma anche dei pastori come dei contadini, erano ulteriormente peggiorate. L’inchiesta del Parlamento fece scaturire la Legge speciale o Legge Cocco Ortu , quale tentativo più organico messo in atto dalla parte più progredita della borghesia liberale per affrontare i problemi della questione sarda .

Sabrina Sabiu

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