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La cava

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Ancora oggi e ormai in grave arretramento evolutivo, molti volenterosi progettano di eludere leggi vigenti in tema di difesa dell’ambiente e di rincominciare, nelle coste e non solo, della Sardegna a costruire in maniera del tutto svincolata da norme e regolamenti, che vengono descritti come “ lacci frenanti l’economia”.
In realtà questi freni potrebbero essere descritti come impedimenti a compiere reati, che per essere ambientali, non sono meno gravi di altri, visto che sia la Costituzione che è “la più bella del mondo” quando serve, e tante leggi della Repubblica, ma ancora prima, sono rivolte alla tutela di quello che Dante aveva definito, a buona ragione, il Bel Paese.
Non solo l’Italia e quindi la Sardegna, ma anche le altre Nazioni Europee più evolute e ricche di Storia si son date delle Leggi rigorose e utili a conservare quelle peculiarità ambientali e artistiche, che hanno fatto grande la loro Storia, per le quali la complessa istituzione del Diritto ha comportato automaticamente l’obbligo del rispetto delle stesse Leggi. Eppure non sembra a tutt’oggi chiaro che non si deve costruire perché è impossibile, neanche se qualcuno ti suggerisse di farlo, “tanto prima o poi una sanatoria si trova!”
E qualcuno ha ragione di sperarlo, dato l’alto numero di sanatorie precedenti e dato che, scoperto l’abuso, a pochi amministratori capiterà di procedere alla sua correzione, in tempi ragionevoli, forse anche per la paura di perdere consensi alle prossime elezioni.
Per questo tipo di scelte giuridiche l’Europa e, a maggior ragione, l’Italia, non hanno nulla da spartire con quanto, da questo punto di vista, succede negli USA, dove la mancanza di un retroterra storico, e quindi non avendo nessuna testimonianza umana da difendere, agli americani è permesso di costruire dove vogliono e come vogliono, anche con le mattonelle da bagno nelle facciate.
Questo modo di rapportarsi con territorio e paesaggio fa parte di un più generale bisogno di deregulation, in omaggio al liberismo economico, di cui si propongono come massimi propugnatori, fino a quando, beninteso, non vengono lesi i loro interessi.
DI questo orientamento, già da un po’ di tempo, si sentono gli echi anche in Italia, non solo per la simpatia che suscitano in molti di noi gli americani, ma soprattutto per l’esigenza, avvertita da molti imprenditori, di “Libertà!” …. di edificare; e questo senza dover rendere conto a nessuno, quasi costantemente in virtù dei benefici che l’edificazione ad oltranza fornirebbe in termini di occupazione e benessere.
Questa forma di libertà comportò l’edificazione della Costa del Sol in Spagna, alla quale oggi si sta cercando di porre rimedio demolendo centinaia di insediamenti turistici su quella costa.
I nostri imprenditori sembrano si diceva sempre arretrati e dovremmo spiegare loro che non c’è molto da aspettarsi da questo modo di creare economia, che appare in grado di sfamare poche persone e per poco tempo; la considerazione poi che hanno questi “preoccupati di dare lavoro” fa sembrare l’ambiente simile ad una cava, dalla quale estrarre e ottenere lauti guadagni, ma anche la cava più ricca è destinata a esaurirsi, rovinando un territorio per chissà quanto tempo.
PG. Testa

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