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Tue, Dec
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Francesco Sanna (PD Camera. Pretestuose e inconcludenti polemiche sarde sulla mancata impugnativa della " Buona scuola".

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Scuola in Sardegna: invece che polemizzare sul nulla è ora di fare la nuova legge regionale su istruzione e formazione. Francesco Sanna commenta le polemiche della destra e di parte della sinistra contro la Giunta sarda che non ha impugnato la legge Buona Scuola
La levata di scudi del centrodestra in Sardegna e di un deputato di Sel, contro la Giunta rea di non aver impugnato la legge dello Stato sulla scuola, la 107 del 2012, è del tutto fuori luogo. L'impugnativa di una legge deve basarsi su argomenti che riguardino eventuali violazioni della legge statuale verso le prerogative dello Statuto sardo. Ma dalla lettura delle polemiche scolastiche, della destra e del parlamentare di Sel, non un solo elemento di questo genere viene sollevato: forse perchè non ce ne sono.

La legge "Buona scuola" non viola infatti alcuna potestà della regione sarda. Nè il ruolo del dirigente scolastico, maggiormente responsabilizzato nei suoi compiti di guida della scuola e soggetto al confronto con gli organi collegiali, oltre che controllato dagli organismi del ministero che ne valuteranno i risultati, confligge in alcun modo con i compiti in materia di istruzione e formazione della Regione Sardegna.

Le polemiche sui trasferimenti in sedi fuori Sardegna dei docenti sardi, sono abbastanza strumentali anche perchè i numeri sono in realtà molto ridotti rispetto ai numeri mirabolanti dei soliti male informati. Da decenni numerosi insegnanti dell'isola, come di fatto di altri territori della penisola, si spostano dalla propria residenza per acquisire la titolarità delle cattedre. Il personale della scuola, infatti, partecipa a concorsi di valenza nazionale e non sempre la cattedra per il "ruolo" si ha la fortuna di trovarla nel proprio territorio.

Invece di perdersi in sterili polemiche sarebbe opportuno che tutte le forze politiche sarde lavorassero per dotare la regione sarda di una nuova legge in materia di istruzione e formazione, quella in vigore risale al 1984. Il Confronto sulla specificità della lingua, del territorio e della storia Sarda serva per aprire il confronto con lo Stato e per dare questo di più ai nostri studenti e agli operatori scolastici. Con questi argomenti potremmo ottenere maggiori tutele per la nostra cultura, per gli studenti e per chi ci lavora, senza pietire pericolose "riserve indigene".

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