NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
08
Thu, Dec
61 Nuovi articoli

Tasse & Imposte. Bollo auto, tutto quello che c’è da sapere

Ritagli
Aspetto
Condividi

Bollo auto, tutto quello che c’è da sapere su una delle imposte più discusse e meno simpatiche con cui gli italiani si trovano a fare i conti. Tra proposte di abolizione e scadenze.
Bollo auto, cos’è e quando si paga
Il bollo auto, noto in passato anche come tassa di circolazione, è un tributo locale il cui versamento rappresenta un’entrata per la Regione di residenza.
È una tassa che fa riferimento a tutti gli autoveicoli e i motoveicoli che sono stati immatricolati in Italia. Sono soggetti al pagamento tutti colori i cui veicoli risultano iscritti al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.
Trattandosi di un tributo regionale risponde, in alcuni casi, a regole diverse a seconda del territorio di riferimento.
Questo accade, ad esempio, nel caso della scadenza del bollo auto e del suo pagamento, come emerge anche dalle pagine i guidafisco.it. Facciamo un esempio, regioni settentrionali come Lombardia e Piemonte hanno scadenze fisse predeterminate. In altri casi, le scadenze seguono criteri diversi.
Come si paga
Esistono diverse strade per effettuare il pagamento del bollo auto. È possibile farlo anche on line attraverso i servizi offerti dall’Automobile Club d’Italia, internet banking, Poste Italiane o, tramite carta di credito, con Telebollo e Bollonet.
In alternativa, se si sceglie o si è costretti a ricorrere a luoghi fisici, è possibile effettuare i pagamenti presso le sedi dell’Automobile Club d’Italia (Aci) o presso le sedi degli istituti autorizzati alla riscossione.
Nelle Regioni a statuto speciale la gestione del bollo è di esclusiva competenza degli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate. Anche in questo caso il pagamento è obbligatorio per tutti i possessori e i proprietari di veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico.
Le differenze tra rinnovo e primo pagamento
I pagamenti per il rinnovo seguono indicazioni diverse rispetto a quelli della prima volta. Sono scaglionati con scadenze fisse nel corso dell’anno e il pagamento è previsto entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.
Per i possessori di motocicli, ad esempio, il rinnovo del bollo è calendarizzato nei mesi di febbraio o di agosto. La data di pagamento è fissata, invece, a gennaio/dicembre in caso di ciclomotori e per i quadricicli leggeri, le così dette Minicar: per i ciclomotori fino a 50 cc e per i quadricicli leggeri con cilindrata del motore pari o inferiore a 50 cc o di potenza massima pari o inferiore a 4 KW (cd. "Minicar"), solo se utilizzati sulla pubblica strada.
Il primo pagamento viene, invece, effettuato con l’iscrizione della vettura al Pubblico registro automobilistico. Aprile, agosto e dicembre, invece, sono le scadenze previste per le auto.
Attenzione a non confondersi
Attenzione, quindi, a non fare confusione e a tenere ben presente la distinzione tra data di scadenza e data di pagamento che non sono coincidenti. La prima, infatti, fa riferimento alla scadenza effettiva della tassa automobilistica, mentre la seconda indica il termine entro il quale va effettuato il pagamento.
In questo caso si fa riferimento al pagamento da effettuare entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. L’entità del bollo auto è definita dalla potenza del veicolo ed è inversamente proporzionale alla classe di emissioni inquinanti.
L’importo può essere aumentato o diminuito, annualmente, dalle singoli Regioni fino a un massimo del 10 per cent rispetto a quanto stabilito nell’anno precedente. Grazie al web è possibile provare, con alcuni margini di errore, a calcolare l’importo del bollo.
È sempre opportuno, però, per essere certi dell’entità dell’importo, consultare un’agenzia di pratiche auto. Qui, grazie al ricorso al terminale, sarà possibile calcolare l’importo esatto. Attenzione anche alle date, in caso di pagamento effettuato dopo la scadenza, infatti, sarà necessario pagare anche una piccola mora ed eventuali interessi. È possibile applicare anche il ravvedimento operoso che prevede sanzioni dimezzate se il pagamento viene effettuato entro i 12 mesi di ritardo, altrimenti sarà necessario pagare l’intera sanzione del 30 per cento con i relativi interessi.

Approfondisci su :www.guidafisco.it

Angelo Vargiu- Napoli

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità