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Sant'Anna Arresi. “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”: Laboratorio Z ! Operazione CR7 Direzione Boulez

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L'Associazione Culturale Punta Giara ed il festival “Ai Confini Tra Sardegna e Jazz” segnano quest'anno la XXXI edizione. La storia di questa manifestazione è fortemente legata al territorio circostante ed alle sue enormi ricchezze paesaggistiche, culturali, enogastronomiche e di ospitalità.
Come una sorta di Davide contro Golia, Punta Giara ha sempre lottato per una decentralizzazione dai capoluoghi della cultura urbana e per riuscire a portare la musica e lo spettacolo alla periferia dell'impero, attraverso una politica sempre e fortemente inclusiva, cercando di proiettare una remota parte di Sardegna al centro del mondo perché il mondo si accorgesse di lei, delle sue peculiarità e delle sue potenzialità.
In tutti questi anni di attività il festival ha avuto attenzione non solo per l'intrattenimento ma ha parlato alle persone della contemporaneità e dei suoi problemi.
Il palco del festival ha ospitato molte volte le proteste dei lavoratori del Sulcis, delle miniere e delle fabbriche e le voci di varie associazioni che lottavano e lottano per migliorare le condizioni di vita delle persone. Sono state portate a compimento, nel corso degli anni precedenti, diverse azioni di solidarietà tra cui il progetto umanitario “Il volo della solidarietà” per la ricerca di finanziamenti da devolvere al Camp Garba in Kenia e quello per i bambini Meninos de Rua in Brasile.
Anche in questa edizione si è reso manifesto il bisogno di agire e schierarsi a favore di un'emergenza umanitaria che arriva dal mare, un tempo fonte inesauribile di ricchezza e di scambi culturali, oggi purtroppo ridotto ad un cimitero di esseri umani che preferiscono rischiare la vita piuttosto che morire nella guerra costante dei loro paesi.
L'Associazione Culturale Punta Giara ospiterà 12 migranti e 2 accompagnatori durante tutti i giorni del festival. Questo atto si è reso necessario per la volontà di aprire la nostra comunità a chi ha necessità di aiuto ricordando che la musica ha fra i suoi vari poteri quello di unire persone di ogni nazionalità, età o condizione sociale.
Un atto politico e certamente un atto d'amore che Punta Giara ha voluto insieme all'Associazione Diomira Onlus centri di accoglienza che ospita stabilmente 70 migranti.
Ma l'iniziativa non si esaurisce qui perché durante l'ultima serata del festival tutti i migranti che risiedono nel centro saranno presenti ai concerti affinché venga data loro la possibilità di usufruire e godere di una delle massime espressioni di libertà prodotte dall'uomo, la musica.
L'Associazione Culturale Punta Giara e l'Associazione Diomira Onlus vogliono così manifestare la loro presenza ed il loro impegno nei confronti di chi non ha voce in capitolo né possibilità di difesa.
Dal primo settembre fino al dieci accenderemo una luce che allontanerà tutti quei fantasmi che il buio della ragione ci fa apparire veri ed invincibili.
Per tutti questi motivi abbiamo deciso di compiere un piccolo gesto che ha l'ambizione di farci scoprire più umani, perché da sempre siamo convinti che soltanto attraverso la conoscenza e lo scambio reciproco si possano abbattere tutti i pilastri sui quali si regge il sentimento della paura.

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