Alla fine ho ceduto alle raccomandazioni dei tanti amici che mi consigliavano di essere prudente e ho rinunciato a spostarmi in modo autonomo con una macchina a noleggio, come ho fatto in altri viaggi. D’altronde le distanze tra i luoghi che mi sono ripromesso di visitare non sono lontani e spostarmi in treno o in autobus mi consente di avere maggiori rapporti con gli israeliani e i palestinesi. Ho preso per due giorni una camera a Gerusalemme est, la parte palestinese della città, e per altri due nella Gerusalemme israeliana. A Gerusalemme si trova da dormire negli ostelli della gioventù a 7 euro, ma mi hanno spiegato che non ho più l’età e spenderò intorno ai 150 sheqel a notte, circa 35 euro. Per mangiare non ci sono problemi, in viaggio un pasto completo la sera è più che sufficiente, a pranzo basta un panino o un’insalata. Ovviamente mangio rigorosamente i piatti locali. Ieri il kebab con riso piccante, carote e piselli era veramente buono. L’albergo è poco distante da una delle numerose porte della splendida cinta muraria della Old City, la Città Vecchia di Gerusalemme. Mi immergo nel trambusto del Suk, tra venditori vocianti, donne con l'hijab che scopre solo il viso, ebrei ultraortodossi che camminano a passo spedito vestiti di nero, ragazze che parlano al cellulare. Gerusalemme era considerata l’ombelico del mondo e sicuramente lo è ancora, almeno dal punto di vista spirituale. E’ qui, e solo qui infatti che da secoli le tre grandi religioni monoteiste si incontrano e si confrontano. Anche chi non visita la città per motivi religiosi rimane affascinato dalla spiritualità che pervade ogni angolo della Città Vecchia, che si respira nell’aria, che si legge nei volti della gente.
Attraverso viuzze a ciottoli, gradini in salita e discesa giungo alla Chiesa di Sant’Anna e le Piscine di Bethesda. Qui una folla di invalidi si recava per trovare la guarigione e fu qui che, secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù, incontrò e guarì il paralitico. Nel 422 sopra le piscine fu costruita una basilica bizantina dedicata a Santa Maria della Probatica. Intorno al 1100 la chiesa fu rasa al suolo dal califfo al-Hakim e nel 1099 i crociati trovarono solo rovine. Intorno al 1130 fu eretta una grande chiesa romanica dedicata a Sant’Anna, madre di Maria. Il Saladino riconquistò la città nel 1187 e trasformò la chiesa in una scuola di legge coranica. La presa di Gerusalemme da parte dei Turchi nel 1517 non impedì ai pellegrini di continuare a visitare con discrezione la santa cripta dedicata alla nascita di Maria. Nel 1856 i turchi ottomani donarono il sito a Napoleone III come per il sostegno ricevuto dalla Francia durante la guerra di Crimea. Attualmente Sant'Anna appartiene al governo francese ed è amministrata dai Padri Bianchi. Poiché non si vive di sola cultura, mi addentro nel suk e placo il mio stomaco con un pane dolciastro farcito di verdure e peperoni. Per un po' mi lascio trasportare dal profumo delle spezie che ha il magico potere di farmi evocare paesaggi di luoghi lontani. Arrivo al Terra Sancta Museum. Una simpaticissima suora francescana alla biglietteria parla italiano per essere stata per diversi anni a Spoleto. Il tiket costa 15 shekel, le do una banconota da 200 ma non ha resto, ho solo una moneta da 10 shekel. ‘ Facciamo che lei ha più di 65 anni, va bene la moneta.’ La guarda un po' torvo, ma le sorrido ugualmente. Il Terra Sancta Museum è al tempo stesso museo archeologico, musealizzazione di un’area archeologica, e un eccezionale museo multimediale che narra gli ottocento anni di presenza francescana in Terrasanta. Era infatti il 1217 quando i Francescani arrivarono a Gerusalemme per custodire i luoghi dove Gesù ha vissuto; ed era il 1219 quando Francesco stesso vi si recò al seguito della quinta crociata, incontrando anche il sultano al-Malik al-Kamil: un esempio di dialogo interreligioso e interculturale che è stata ed è tuttora la vera missione dei Francescani.
Angelo Mascia