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Lavoro. Da lunedì il Sulcis si mobilita

Cronaca Locale
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Il sulcis, la Provincia più povera d'Italia, tenta di rialzare la testa. Il lavoro che manca, le promesse, di cui molte non ancora mantenute, le speranze di chi non può e vuole arrendersi lunedì si incroceranno in un coacervo di istanze, di richieste e di polemiche. Partirà infatti la mobilitazione generale del Sulcis. La decisione è stata presa venerdì presso la sede della UST CISL di Iglesias. Nel corso di una conferenza stampa è stata presentata la Mobilitazione generale popolare del territorio di cui la prima uscita verrà effettuata il primo febbraio. Alla presentazione erano presenti tutte le componenti della Cisl, che ha sposato l'iniziativa, con il segretario territoriale Fabio Enne, sindaci, amministratori di diversi Comuni del territorio. Inoltre, ad aderire alla manifestazione è stata la Cisal, la Fismic Consal, Artigiani e Commercianti, l'associazione partite Iva, gli Studenti e i Disoccupati. All’alba di lunedì verranno costituiti quattro presidi: all’ingresso di Iglesias statale 130, Villamassargia, Siliqua e lungo la strada che da Teulada porta a Sant’Antioco. Il traffico verrà rallentato per consegnare agli automobilisti di passaggio un volantino che spiega le istanze del Comitato. Nella stessa data è stata anche spedita al Presidente Renzi, al Presidente Pigliaru e al Prefetto di Cagliari, una lettera aperta, firmata da tutti gli organizzatori che spiega nel dettaglio quella che è la situazione socio economica del Sulcis Iglesiente, territorio stremato e colpito dalla tragica mancanza di occupazione. Tra le richieste il comitato organizzatore chiede inoltre di formalizzare un accordo quadro fra parti sociali e istituzioni Regionali e Nazionali in modo da favorire la ripresa economica del territorio. “Il Sulcis è stretto da una crisi senza precedenti e merita la massima attenzione della politica a tutti i livelli, si legge nella lettera, è indispensabile la spendita delle risorse disponibili, iniziando da quelle del Piano Sulcis. Occorre, senza indugio alcuno, migliorare il sistema infra-strutturale e avviare le bonifiche. Occorre infine, far ripartire i poli produttivi per trasformarli in eccellenza. Edilizia, Agricoltura, Turismo, Agroindustria, Viticoltura, Artigianato e Pesca. Abbattere la pressione fiscale per dare fiato e gambe alle piccole e medie imprese, ripensando, tra le altre cose, al concetto e al sistema che dà vita alla zona franca, senza dimenticare il necessario supporto industriale alle produzioni di filiera, quali Alluminio, Piombo e Zinco”. Uno spaccato di tutte le emergenze che affliggono il territorio del Sud Sardegna. Sono tantissime a partire dalla vicenda Ex Alcoa, i cui operai in cassa integrazione, in questi giorni stanno protestando con sit in e blocchi stradali chiedendo una soluzione per le tariffe elettriche che porti finalmente alla firma di cessione dello stabilimento. Il riavvio della Eurallumina i cui accordi di rilancio sono stati sottoscritti recentemente, che garantirebbe alcune migliaia di posti di lavoro. Inoltre la certezza che aziende come la ex Ila possano ricominciare il percorso industriale. A queste opportunità poi da non dimenticare le tante bonifiche che dovrebbero essere avviate e che da sole garantirebbero migliaia di posti di lavoro. Infine tra le richieste impellenti anche il così detto “Piano Sulcis”. Una serie di iniziative sia pubbliche che private già finanziate che, se attuate potrebbero veramente cambiare volto a questo lembo di Sardegna.

 

RED: FOTO WEB

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