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Sulcis. Mobilitazione popolare. Volantinaggio e Blocco strade.

Cronaca Locale
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Il Sulcis, il territorio del sud Sardegna che conta 37 mila disoccupati su una popolazione di 190 mila anime e con una disoccupazione giovanile che marcia sopra il 70 per cento, lunedì mattina ha dichiarato guerra alla disoccupazione e alla mancanza di lavoro. Come annunciato da giorni la mobilitazione generale popolare ha preso il via intorno alle cinque del mattino nei punti indicati per i concentramenti. Organizzata dalla Cisl del Sulcis Iglesiente, associazioni varie, movimenti delle Partite Iva, studenti, artigiani e commercianti, indetta per richiamare l’attenzione di politica e istituzioni nei confronti di un territorio stremato dalla crisi e dalla disoccupazione, non ha deluso le aspettative. Da Carbonia, da Iglesias e da tantissimi centri del territorio in tanti hanno invaso le strade, bloccando la Strada Statale 130 alle porte di Iglesias, lo snodo viario di Villamassargia e rallentando il traffico lungo statale 195 nei pressi di Sant’Anna Arresi, dove transitano i mezzi militari della base militare di Teulada. A sventolare sulle teste dei manifestanti, impegnati a distribuire volantini con i motivi della protesta, o sdraiati sull'asfalto a significare la morte del territorio o impegnati in sit-in improvvisati per bloccare il traffico, c'erano solo le bandiere dei quattro mori, striscioni e fischietti mentre neppure l'ombra di bandiere di partito e di organizzazioni sindacali. Una manifestazione che ha avuto anima e sinergia nel popolo con lo scopo di richiamare l'attenzione di politica e istituzioni nei confronti della gente di un territorio dimenticato. <se non reagiamo i nostri figli non avranno futuro- spiegava una manifestante agli automobilisti – e i nostri nipoti non potranno vivere in questo paese>. Più articolato il pensiero degli organizzatori. <Rivendichiamo il diritto al lavoro e all'occupazione. Basta con i tavoli che hanno dimostrato solo la loro inefficacia- ha sostenuto il segretario provinciale Cisl, Fabio Enne - Il Governo deve emanare provvedimenti urgenti per garantire la dignità economica del Sulcis>. Un problema sentito anche dalla chiesa sulcitana che ha speso spesso parole di conforto sollecitando le istituzioni e la politica a dare certezze lavorative e dignità alle persone. <le varie emergenze del mondo del lavoro diventano sempre più un problema globale – ha affermato il vescovo di Iglesias Monsignor Giovanni Paolo Zedda- Le risposte della politica e delle istituzioni sono sempre più urgenti e doverose per superare una situazione di incertezza che continuamente mette alla prova lavoratori e famiglie in un alternarsi soffocante di momenti di speranza e cocenti delusioni>. Una manifestazione sostenuta anche dalla Cisl regionale <La pazienza dei lavoratori non solo nel Sulcis è ormai agli sgoccioli– ha detto il segretario regionale Oriana Putzolu- segna l’inizio di una mobilitazione destinata ad estendersi a tutti i territori dell’isola>. Intorno alle 14 sono stati tolti i presidi di Iglesias e Sant'Anna Arresi e un'ora più tardi quello di Villamassargia. Quello di lunedì è stato solo l'inizio. <La mobilitazione continuerà –ha annunciato Daniele Mele, un organizzatore- con altre azioni nei Comuni e paesi>.

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