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cronaca dalla provincia dell'8-9 aprile 2021

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cronaca dalla provincia dell'8-9 aprile 2021


Il 5 febbraio scorso, un 21enne di Monserrato era incappato in una delle tante trappole che vengono allestite da tanti pirati che navigano nel mare immenso del web. Smanettando su Instagram aveva conosciuto una bellissima ragazza francese che, dichiarandosi innamorata di lui ed esibendo almeno in parte le proprie grazie, lo aveva indotto a spogliarsi per poi riprenderlo clandestinamente. Ne erano seguite minacce estorsive, in sostanza la giovane aveva prospettato l’eventualità di diffondere quei video illecitamente ripresi, se il ventunenne non avesse aderito alla richiesta di pagare intanto €500 e poi si sarebbe visto. Inizialmente il ragazzo aveva aderito alla richiesta, intimorito dalla possibilità che quelle immagini finissero davvero per disintegrare il suo buon nome. Dopo aver inviato un bonifico col cellulare, aveva avuto un immediato ripensamento ed era riuscito a bloccarlo. Era corso quindi alla Stazione dei Carabinieri di Monserrato dove aveva presentato un’accurata denuncia di quanto gli era accaduto, ritenendo che comunque quella fosse la soluzione migliore da dare alla vicenda. I carabinieri operando per mezzo di Europol e col concorso della banca che aveva impostato l'iniziale bonifico, vale a dire l'istituto di credito presso il quale il ragazzo ha un conto, sono riusciti ad identificare l'intestatario del conto di arrivo, o almeno di quello dove sarebbero dovuti giungere i danari e chi ne sia il titolare. Si tratta di un 19enne francese residente a San Quentin e, probabilmente, l’avvenente ragazza ha a che fare con lui. Intanto è stato denunciato l'uomo e certamente, in collaborazione con la polizia francese, si riuscirà ad individuare anche la donna. Essendosi il delitto di tentata estorsione consumato a Monserrato, sarà il tribunale di Cagliari a giudicare i due autori del delitto. Per chi non avesse ancora compreso quanto sia pericoloso navigare a casaccio su internet, questa può davvero essere una lezione interessante

Stamattina a Serrenti, i carabinieri della locale Stazione denunceranno alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari un 31enne e una 30enne del luogo, vecchie conoscenze dei militari, per il furto di una Ford Focus avvenuto la settimana scorsa. Il fatto era avvenuto quasi alla presenza del proprietario dell’auto che, al momento della sottrazione stava rientrando verso la stessa. Aveva anche riconosciuto l’uomo che si infilava al posto di guida, ma un riconoscimento in quelle condizioni vale quello che vale sul piano processuale. L’esperienza dimostra infatti che il margine di errore è troppo alto in una simile condizione. I carabinieri avevano immediatamente fatto ricorso al “grande fratello”, andando ad estrapolare le immagini riprese da video-camere di sistemi di sorveglianza pubblici e privati di quella zona, e l’identità dei due era emersa in maniera chiarissima, essendo gli autori del furto vecchie conoscenze dei carabinieri stessi che con loro hanno a che fare da decenni, per vicende di varia natura, mai gradevoli. L’uomo è stato denunciato più volte per furti e ricettazioni d’auto e ha sempre dimostrato una particolare predilezione per la marca Ford. Tra l’altro l’aggravante che gli si applica generalmente non è quella dello scasso, della violenza sulle cose, ma piuttosto dell’aver approfittato di automezzi esposti alla pubblica fede. Insomma a Serrenti e non soltanto, in tanti lasciano l’auto aperta con le chiavi inserite nel quadro del cruscotto, contando sulla rarità del furto, ed è pertanto un gioco portarle via. Il denunciato se ne serve per un po’, quando ne ha bisogno, e poi le abbandona. I due avranno l’ennesimo processo. Nel frattempo l’auto è stata ritrovata a Cagliari.

Ieri a Villasor, nella decorsa serata, i carabinieri del Radiomobile della locale Compagnia sono intervenuti in quella via Valle D’Aosta angolo via F. Serra, a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di pronto intervento 112, in quanto un’autovettura Renault Clio, condotta dalla 42enne titolare di un bar del luogo, sulle strisce pedonali e per cause in corso di accertamento, aveva investito un 68enne pensionato del luogo. È intervenuto altresì il 118 che ha trasportato il ferito presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di San Gavino Monreale in codice giallo, non in pericolo di vita. I documenti di guida e di circolazione della donna erano regolari. I carabinieri hanno eseguito i rilievi infortunistici sul luogo dell’evento, per tutti gli sviluppi legali che la vicenda possa avere.

Meriterebbe uno pseudonimo, un nome d’arte, perché c’è dell’arte anche nella truffa quando diventa esilarante, ma una “denuncia a carico” i carabinieri non gliela negheranno mai, quando se ne verifichino i presupposti. Così, un 35enne di Sinnai, ormai famoso nelle caserme dei carabinieri della Compagnia di Dolianova, ha piazzato l’ennesimo raggiro. Mentre, in tempi di pandemia, il calcio dilettantistico o semi-dilettantistico è fermo per motivi sanitari, egli è riuscito a vendere una sponsorizzazione mediante cartellonistica da esibire dentro il campo sportivo dell’associazione sportiva calcio “Dolianova”, ormai deserto da molti mesi. Se veramente quel cartellone si fosse fatto, nessuno lo avrebbe potuto ammirare. Eppure la titolare di un negozio di abbigliamento del capoluogo della Parteolla, che come molte donne non segue il calcio, ci è cascata in pieno. Di fronte al brillante eloquio dell’impostore, ha concluso che certo quella sponsorizzazione avrebbe potuto dare maggior respiro ai suoi affari e l’ha acquistata. Ma l’interlocutore non era un dirigente della compagine calcistica ma piuttosto qualcuno che si stava prendendo gioco di lei. Giunta a denunciare il raggiro presso la locale Stazione dei carabinieri, la donna si è vista esibire dai militari un album fotografico contenente la foto dell’autore della truffa, che lei ha riconosciuto senza ombra di dubbio, avendolo ben visto in volto. Si tratta dell’ennesima truffa dell’ormai esperto furbacchione che sta sempre più ampliando il proprio raggio d’azione, più volte denunciato dai carabinieri ma ancora in piena attività.

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