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Guspini. Sabato manifestazione di protesta contro costruzione di due centrali termodinamiche solari.

Cronaca Regionale
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Domani sabato 2 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, si terrà un sit-in di protesta all’incrocio tra la S.S. 197 Guspini – San Gavino e la S.P. 72 Pabillonis – Gonnosfanadiga. I promotori dell’iniziativa, comitati, associazioni ambientaliste e enti comunali, intendono portare all’attenzione delle istituzioni, della politica regionale e nazionale – come scrivono in una nota – «il nodo irrisolto della speculazione energetica rampante attiva sul territorio isolano e in particolare su quanto previsto o già attivo nel Medio e Basso Campidano».

«Lo scenario ambientale e socio-economico globale – sostengono i promotori dell’iniziativa – richiede scelte politico-programmatiche incisive e non più rinviabili per rallentare l’avanzare dei cambiamenti climatici nel breve periodo, e fermarli nel medio e lungo periodo; la successione dei fenomeni connessi innesca nuove drammatiche emergenze, e ciascuno è chiamato ad assolvere una parte del compito. La principale correzione al problema in atto è il rafforzamento della produzione di energia da fonti rinnovabili, che vadano in sostituzione all’uso massiccio delle fonti fossili, causa principale del problema, che si ricollega a un modello di sviluppo non più percorribile.

In questa cornice trovano terreno fertile le più disparate proposte che, sotto il segno o la parola di rinnovabili, celano giochi speculativi operati in spregio di altre risorse importantissime ma più nascoste agli occhi della maggioranza, che rinnovabili non sono, come il suolo fertile e l’acqua; speculazioni portate avanti in generale spregio dell’ambiente, nonché delle potenzialità espresse e inespresse dei territori coinvolti, piaga accentuata dall’assenza di una reale e partecipata programmazione in campo energetico, a livello sia nazionale che regionale.»

Nel mirino dei promotori dell’iniziativa di protesta, nello specifico, ci sono le centrali termodinamiche solari a concentrazione da 55 MWe, proposte in prossimità di Guspini–Gonnosfanadiga-Villacidro e di Villasor–Decimoputzu, grandi impianti industriali di più di 230 ettari ciascuno proposti su terreni agricoli, che – sostengono «danneggerebbero gravemente l’assetto territoriale senza portare alcuno delle sbandierate diminuzioni alle emissioni di anidride carbonica, facile slogan da porre a pezza giustificativa ad interventi non sostenibili, a solo vantaggio dei proponenti e delle multinazionali. Una soluzione semplice nel caso in esame è stata più volte enunciata: tali centrali vanno collocate in zone industriali, infrastrutturate allo scopo, lasciando intatte porzioni di territorio fondamentali per altri usi, non industriali. La speculazione di cui queste società sono portatrici, non può far pagare col danno territoriale il minor costo che dovrebbero sostenere nell’acquisto di terreni agricoli, che per la maggior parte verrebbero ottenuti con l’istituto dell’esproprio, grazie anche a una carenza legislativa».

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