Contro il terrore serve unità nazionale. Lo dice il deputato sardo Roberto Capelli del gruppo parlamentare Democrazia Solidale – Centro Democratico. “Il gruppo Democrazia Solidale – Centro Democratico condivide le parole e l’analisi del ministro sugli spaventosi eventi di Dacca in Bangladesh. La nostra certezza è che la violenza non si combatte con altra violenza, altrimenti si finisce con il portare pure in casa nostra follie come quella di ieri a Fermo”. Lo ha detto l’on. Roberto Capelli intervenendo alla Camera nel corso del dibattito con il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni sul massacro degli italiani in Bangladesh. “Troppe volte si è sentito anche in Parlamento dire che Governo e maggioranza hanno le mani macchiate di sangue: fatti come quelli di Fermo dovrebbero indurre tutti a riflettere prima di lanciare accuse così irresponsabili. Semmai è il momento di essere uniti e di lavorare con la comunità internazionale per fermare il terrorismo islamico. Il nostro gruppo ha richiamato spesso l’importanza del blocco dei flussi finanziari che sostengono i terroristi. Ma la comunità internazionale dovrebbe chiedere anche ai “petromonarchi” dei Paesi come l’Arabia Saudita, o il Qatar, di investire nel miglioramento delle condizioni di vita dei loro cittadini più che in finanza. Quanto all’Europa, ogni attacco terroristico, ovunque colpisca cittadini europei – ha concluso Capelli - dovrebbe farci riflettere sul fatto che possiamo contrastare questa minaccia solo se torniamo a vedere nell’Europa stessa, da europei, un comune obiettivo”.
Roma. Contro il terrore serve unità nazionale
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