NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
04
Sun, Dec
59 Nuovi articoli

Sardara. Sara Maxia intervista lo scrittore Angelo Mascia

Cultura
Aspetto
Condividi

Oggi vi racconto la storia di Angelo, un amico che seguo da tempo con ammirazione e curiosità. Angelo è nato a Sardara in Sardegna, a soli 22 anni si è laureato in lettere moderne all’università di Cagliari e da allora insegna nella scuola media. E’ stato sindaco di Sardara per 10 anni, dal 1991 al 2001. In questo periodo con le sue amministrazioni ha realizzato il Museo Archeologico Villa Abbas e le nuove terme. E’ stato nominato “Difensore ideale dei bambini” dall’Unicef, è stato componente del comitato Tecnico scientifico del Formez, Capo di Gabinetto dell’Assessorato Affari generali e Consulente dell’ Assessorato dell’ Industria della Regione Sardegna. Cofondatore dell’ associazione nazionale Democrazia in erba e attualmente è Presidente dell’ associazione Sardegna Europea. Nel 1996 ha pubblicato Le terme di Sardara nella Sardegna dell’800, nel 2012 Boe Muliake, il re templare e in aprile di quest’anno ha pubblicato L’isola dalle Vene d’Argento. Appassionato di storia e legato al suo territorio e alla Sardegna con la sua archeologia e le sue tradizioni. Nei suoi libri ritroviamo l’eco di antiche storie, remote credenze e mestieri ormai andati perduti, che sono stati un tempo importanti per la nostra isola e che grazie a lui e ai suoi racconti non verranno dimenticati.
Domanda: Angelo, da quanto tempo hai iniziato a scrivere?
Risposta: Poco più che ventenne scrivevo per l’ Unione Sarda, avevo una rubrica per ragazzi sugli antichi mestieri e conducevo un programma radio a Radio Sardegna. Allora, negli anni ’70, c’erano ancora antichi mestieri, come “su launadderi”, “su ferreri”, “su maistu de linna”. Ho sempre amato le nostre tradizioni, la mia passione ha radici lontane. Se vai a leggere la dedica del mio ultimo libro, L’isola dalle Vene d’Argento, puoi capire perché.
Quando le dissero
che suo figlio
era morto in miniera,
nonna Licca versò
tutte le sue lacrime.
Angelino Mascia era bello e forte,
come si è belli e forti
soltanto a diciotto anni.
Ecco, Angelino era mio zio, il fatto accadde tre mesi prima che io nascessi. Anche mio padre era minatore, qui nel Monreale c’erano le miniere di flourite che per 40 anni hanno dato lavoro a più di 400 persone. Era un lavoro molto duro con gravi rischi anche per la salute.
Domanda: Qual’è il tuo genere letterario preferito? Risposta: Amo i romanzi storici, perché una storia deve essere vera e verosimile. Un romanzo storico è sia un viaggio nello spazio, ma anche nel tempo. E’interessante conoscere la vita di personaggi vissuti magari molti secoli prima di noi.
Domanda: Che letture consigli ai ragazzi? Risposta: Ai ragazzi dico: leggete quello che volete, ma leggete. Io a 13 anni “divoravo” migliaia di fumetti e penso che a differenza dei cartoni animati visti alla televisione, il fumetto ti dà la possibilità di immaginare, ad esempio la voce, i suoni, la musica, quindi sviluppa maggiormente la fantasia. Ma penso che deve essere qualcosa che piace ai ragazzi, ad esempio il genere fantasy, vedi il successo che ha avuto “Henry Potter” o “Il signore degli anelli” Penso che la grammatica italiana si impari più leggendo che non studiandola sui libri di testo.
Domanda: Le tue origini, il territorio,la tua isola, cosa significano per te? Risposta: Per me parlare di Sardegna è parlare della nostra storia e della nostra identità. E in una cronaca del 1300 ho trovato la storia di Gonario di Torres, Giudice e Re, mi è piaciuta tanto che l’ho ripresa e romanzata con personaggi realmente esistiti nel “Boe Muliakre” A quei tempi la Sardegna era divisa in 4 Giudicati, retti da Giudici molto potenti, il Giudicato di Cagliari, quello di Arborea, retto da Eleonora d’Arborea, di Torres e di Gallura. Si viaggiava sopratutto via mare perché non esistevano le strade ed essendo la Sardegna al centro del mediterraneo, era un approdo per genti di diversi popoli. Anche il modo di navigare era diverso, perché si viaggiava “a vista” cioè lungo le coste per motivi di sicurezza. Oggi è tutto cambiato, enormi navi viaggiano trasportando merci, le “porta container” e una volta superato il canale di Suez, hanno bisogno di un porto attrezzato che le accolga e smisti le merci verso altre destinazioni. Penso che il porto di Cagliari potrebbe assolvere bene questo compito, visto che fu progettato con questo scopo ma non viene ancora utilizzato.
Domanda: Che futuro ti auspichi per l’Isola? Risposta: Qualcuno dice che di cultura non si mangia, ma non è vero. Parlando ad esempio di miniere, che qui sono ancora un peso,producono poco o sono da bonificare, potremmo prendere esempio dalla Germania, dove nella zona industriale della Ruhr, le hanno bonificate e valorizzate a fini turistici. Potremmo vivere di turismo, avendo le spiagge più belle del mediterraneo,e all’interno i nuraghi, i pozzi sacri, le domus de janas. Inoltre se ci fosse una filiera con prodotti locali, sia dell’allevamento che orticoli, questo ci darebbe un valore aggiunto notevolissimo. Il pecorino è un formaggio molto apprezzato, viene esportato anche negli U.S.A. e ha il costo più alto in Italia. Quindi turismo innanzitutto, poi l’agricoltura e l’allevamento, mentre ciò che davvero non ci serve sono le fabbriche chimiche che deturpano e inquinano l’ambiente.
Domanda: A livello educativo cosa manca? Risposta: La scuola oggi è diversa, sono diversi i ragazzi, sono diverse le esigenze, quindi non riesce a soddisfare pienamente i bisogni della società. Non si può pensare di fare un buon lavoro con i ragazzi non avendo carta igienica o soldi per fare una fotocopia. La scuola è il fondamento per il progresso di una nazione.Gli insegnanti in Italia sono i meno pagati d’Europa, ma non è una questione di soldi ma di importanza e di dignità. Nonostante tutti questi problemi continuo a pensare che la scuola formi bene i nostri ragazzi,basti guardare quando vanno all’estero come vengono apprezzati. Appunto all’estero,dove vige la meritocrazia e non ci sono le lobby anche nella scuola come qui in Italia.
Domanda: Cosa pensi dei social-media? Risposta: Penso che tutto ciò che permette alle persone di incontrarsi sia molto positivo. I sardi hanno sempre viaggiato e avuto scambi culturali ed economici con altri popoli. Considero un viaggio anche il parlarsi con facebook o con gli altri social. Naturalmente tutto ciò va preso “cum grano salis” con buon senso, lo dico sempre ai miei alunni, non bisogna confondere il mondo virtuale con il mondo reale… anche se poi spesso capita a noi adulti.
Domanda: Un sogno da realizzare?
Risposta: Ho da poco letto il libro di Coelho, L’Alchimista, mi ha insegnato che dobbiamo avere un sogno, non importa se poi lo realizzi o meno, avere la speranza di poterlo un giorno realizzare lo rende ancora più bello..

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità