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Sant'Antioco. Tunnel si tunnel no. Il commento del circolo Sel cittadino

Politica Locale
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Teniamo, in maniera assolutamente chiara, a prendere una posizione univoca e onesta sulle recenti vicende che si sono sviluppate nel nostro comune. Teniamo, in particolar modo, a prendere una posizione chiara ed onesta verso la cittadinanza per quel che riguarda la questione tunnel; perchè al di la dei libri dei sogni farciti di tanta demagogia da parte di qualcuno, spesso, bisogna anche assumersi la responsabilità di dire le cose come stanno senza infondere nella popolazione false speranze o, ancor peggio, assumere posizioni che possono essere "utili" ai fini elettorali ma che sono destinate a rimanere tali.
Perchè non è praticabile l'ipotesi tunnel?
A nostro avviso per tre ordini di ragioni:
Punto primo:
Ci pare palese dover far notare ad alcuni che per fare le infrastrutture pubbliche servono i fondi. Di recente ma è già da qualche tempo che il Coordinatore del piano sulcis, l'On. Cherchi ripete che i fondi a disposizione non sono sufficienti per realizzare una intrapresa come quella paventata da alcuni esponenti politici lagunari.
In secondo luogo ci preme chiarire che, al di la dal fatto che le opere ricadano sul territorio antiochense, i lavori e la progettazione fanno capo ad enti regionali e che quindi i vari atti di indirizzo del consiglio comunale, più volte sbandierati sui social network hanno poca valenza politica e legale.
In terzo luogo, la soluzione Tunnel risulta la più impattante dal punto di vista ambientale in fase di realizzazione dell'opera e dal punto di vista della gestione del turismo da diporto una volta realizzato l'intervento. A nostro modo di vedere la soluzione ponte risulta, di gran lunga, la più praticabile ed anche ai fini turistici la più auspicabile. Da anni la nostra cittadina basa parte della propria economia turistica sul turismo di transito che passa inesorabilmente per il nostro comune per fare capolinea verso gli altri due comuni dell'arcipelago sulcitano. Questa condizione è stata, in tempo di crisi, si un cuscino per galleggiare sul baratro della debacle economico-turistica, ma anche un modo per non permettere alla nostra cittadina di ritagliarsi una propria identità, un proprio spazio nell'offerta turistica provinciale in un tempo di concorrenza feroce. Ha avuto la funzione di anestetizzante e il risultato è che, dopo anni di lustro, l'offerta turistica si è fossilizzata, fermata agli anni 90. Forse adesso saremo costretti a RIVALUTARCI noi stessi, a trovare e cercare una nostra strada e non essere la strada di passaggio di altri.
In questo contesto si innestano le bonifiche delle aree ex sardamag, attese da anni, proclamate da molti ed in fase di avvio proprio in questi giorni. Quelle aree e le attigue aree portuali sono il crocevia della rinascita di questo comune a livello Turistico. Da li deve partire la nuova pianificazione del traffico entro il Golfo di Palmas. Forse è proprio questo il fulcro su cui la politica cittadina avrebbe il dovere di confrontarsi. Perchè la cartolina del nostro comune, per chi arriva dal mare è identica a quella che offriamo agli ospiti che varcano il ponte. Una distesa desolata di ghiaia e un mostro fatiscente di cemento armato sulla riva opposta spesso circondato da carri armati e militari manco fossimo a Belfast negli anni 70 o Aleppo in Siria proprio in questi ultimi tempi. Una riconversione delle aree del porto può realmente significare una svolta Turistico-attrattiva per questo paese.
Allora ci chiediamo che senso ha continuare a propinare ai cittadini false speranze, ripetere loro che con un referendum comunale possa arrivare la realizzazione del tunnel (cosa assolutamente falsa e propagandistica) che risolverebbe, da solo, tutti i nostri mali.
Perchè continuare su questa linea?
Forse la risposta sta nel calendario e nell'avvicinarsi di quella scadenza elettorale che manda ai pazzi tutti e che fa fare cose strane, tipo sostenere un qualcosa di assolutamente irrealizzabile non perchè sia giusto farlo, ma perchè conviene a livello elettorale.
Non siamo abituati a questo tipo di politica del tornaconto, ci reputiamo persone serie che svolgono il loro impegno politico con passione e assoluta dedizione, perchè amiamo il nostro paese e non ci interessa ciò che è utile a NOI, ci interessa ciò che può essere utile a TUTTI noi.
Per cui, l'appello che lanciamo al sindaco Mario Corongiu è che si avvii immediatamente una discussione e una accordo bilaterale per la programmazione della riconversione delle aree portuali, a partire dalla rivalutazione del piano regolatore dello stesso, desueta ormai, alla luce di ciò che la stessa RAS stà mettendo in campo vicino a quelle aree.
La richiesta di cessione delle aree ex Sardamag alla fine della bonifica, perchè il nocciolo della nuova Sant'Antioco passa da quelli spazi e, noi tutti, ne dobbiamo essere protagonisti nel merito e nelle scelte e non semplici spettatori di ciò che altri sceglieranno per noi.
"Del resto non ci importa, delle polemiche, dei gruppi sui social, delle battaglie e nemmeno dei reati di lesa maestà. Ci interessa il Futuro del nostro paese, il resto sono parole gettate al vento". SEL Circolo A.Gramsci S.ANTIOCO IL COORDINATORE ROBERTO MARTINELLI

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