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Carbonia. Elezioni Comunali: la battaglia fra “esperienza” e “novità”. di Giovanni Di Pasquale

Politica Locale
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Ci sono 382 candidati per 24 seggi ovvero: per ogni seggio ci sono circa 15 pretendenti i quali hanno in media a disposizione 64 elettori a testa per tentare di raggiungere il traguardo. Sedici le liste, quasi tutte al completo, esclusa quella del Partito Socialista Italiano, ultimo baluardo del sistema partitico che ha fondato la Repubblica Italiana ed ha scritto la Costituzione, che ne ha 22 invece che 24. Preponderano le cosiddette “liste civiche”, dentro alcune delle quali, tuttavia, si celano insegne che evidentemente non si ritengono più dotate di “appeal” elettorale: sono solo sei, infatti, i simboli che si rifanno al quadro politico regionale e nazionale – PD, Sinistra Ecologia e Libertà, MoVimento 5 Stelle, PSI, appunto, Partito dei Sardi e Unidos. Un mutamento profondo, nella scena politica cittadina, che solo in parte è in coda a quanto è accaduto su quelle più ampie. Cinque anni fa, c’erano il PD, l’UDC, il PdL, l’Italia dei Valori, il PSI, SEL, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, il PSd’Az, più la Federazione dei Movimenti, formazione di ambito regionale e i Democratici Cristiani Sardi, partito-azienda creato dalla famiglia Randazzo: le liste davvero civiche erano solo tre.
Che questa metamorfosi rappresentati un fatto positivo, negativo o neutro lo si vedrà intanto la notte del 5 giugno: si conterà quanto consenso saranno riuscite a raccogliere alcune liste composte da absolute beginners, persone che per la prima volta si affacciano all’agone politico. Perfino la metà dei candidati a sindaco non ha mai neppure provato ad entrare in consiglio comunale e uno ha un solo mandato alla spalle: di fronte a loro un ex sindaco che ha iniziato, come consigliere, negli anni Settanta e ha terminato ai primi dei Novanta, con un ritorno in comune e in provincia fra il 2006 e il 2013, e un sindaco in carica che è entrato per prima volta in aula consiliare nel secolo scorso. È uno dei temi più discussi della campagna elettorale già iniziata da un pezzo: esperienza contro freschezza, conoscenza della macchina contro entusiasmo dell’ultimo arrivato, “marpione” contro “nuovo”. Resta un’evidenza, su cui meditare: solo 64 dei candidati del 2016 era candidato cinque anni fa, dei quali la metà è inoltre consigliere comunale uscente. Ci sono poi due già candidati a sindaco che adesso partecipano alla corsa per il consiglio e due assessori in carica che non erano candidati, nel 2011 ma sono entrati in giunta da “esterni”. Da notare infine i sei candidati che hanno occupato un seggio in consiglio nel passato anche piuttosto lontano, che si ripresentano al vaglio dell’elettorato. Il resto, poco più di 300 degli aspiranti alla carica di consigliere, sono alla prima esperienza del genere e, probabilmente, per la stragrande maggioranza dei casi, alla prima esperienza politica. Non resta che chiedersi quanti dei circa 355 candidati che non saranno eletti continueranno ad impegnarsi o, meglio, a quanti di essi che vorranno continuare ad impegnarsi nell’attività politica sarà data la possibilità di farlo. Da troppo tempo a questa parte, infatti e purtroppo, l’esperienza della candidatura per troppi cittadini di Carbonia, soprattutto giovani, è stato un passaggio verso il nulla.
Entrando ora nel merito, la sfida degli aspiranti all’ “alto seggio” vede oltre all’uscente, Giuseppe Casti, eletto al primo turno nel 2011, Andrea Corda, giornalista, per Unidos, il movimento indipendentista del deputato ex Forza Italia e PdL Mauro Pili: una sola lista a sostegno, capeggiata dallo speaker radiofonico proprietario di Radio Luna e Canale 40 Luciano La Mantia, premiato alle scorse regionali con 1200 preferenze in città. L’altro nome conosciuto è quello di Roberto Masili, ex campione internazionale di arti marziali, oggi commerciante.
Altra lista “solitaria” è quella, ovviamente, del M5S: la candidata a sindaco, Paola Massidda, è un funzionario dell’ASL di Carbonia ed è, come Corda, alla sua prima esperienza di candidatura, così come i ventiquattro candidati per il consiglio comunale, com’è quasi scontato nel MoVimento: alcuni sono militanti da lunga pezza della formazione creata dal duo Grillo e Casaleggio, come Manolo Cossu, Massimiliano Zonza, Marco Serafini ed Elio Loi.
Altro candidato a sindaco con una sola lista a sostegno è Francesco Cicilloni, eletto cinque anni fa nel PD con 205 voti ed uscito assieme a Ignazio Cuccu e Luisa Poggi in polemica con il sindaco e la maggioranza: si tratta della lista Dipende Da Noi. Cicilloni non ha nascosto la propria vicinanza con le frange ex PD dell’ala sinistra, ma nel frangente ha preferito un profilo civico, anche se l’unica candidata già presente nel 2011 è Viola Secci, in lizza con Rifondazione Comunista - Comunisti Italiani.
Tre “solitari”, dunque, che si contrappongono a corpose coalizioni, a partire da quella del ex sindaco di Carbonia Ugo Piano, accompagnato nel suo tentativo di tornare al vertice dell’amministrazione da cinque liste:
- Carbonia Possibile, nella quale spicca il nome di Massimo Usai, eletto con 236 preferenze nel 2011 in quel PD che ha già abbandonato da anni; si notano anche i ritorni in pista di Armando Guidotti, consigliere sardista ai tempi di Piano; Sandro Fois, che di una giunta Piano fu assessore alla Pubblica Istruzione; Sandro Fanni, negli anni Novanta nel gruppo di Forza Italia; Diego Fronterrè, leader cittadino fino al 2011 – si candidò a sindaco – del movimento dipietrista e legalitario dell’Italia dei Valori, oltre a tre “reduci” del 2011: Tiziana Scanu, ex UDC, Alessandro Pani, altro ex PD e Mirko Patanè, ex PSd’Az;
- Svolta per Carbonia, senza nomi conosciuti in ambito politico ma con due “reduci” delle passate elezioni: Andrea Graziani, che corse con i sardisti, ed Emanuela Pinna, con “Casti Sindaco - Cittadini per Carbonia”;
- Carbonia Rinasce ha come capolista Luisa Poggi, già assessore comunale con Tore Cherchi ed ex PD, in cui fu eletta nell’11 con 270 voti;
- nel PSI oltre alla “vecchia guardia” rappresentata da Antonello Dessì, uomo di punta delle giunte Cherchi, ci sono Francesco Arisci, Valentina Cattari e Lucia Melis che un lustro fa si candidarono con la stessa lista, mentre Pietro Paolo Demontis scelse Sardegna Socialista;
- la lista Carbonia Unica - Cittadini per Carbonia, infine, copre per così dire l’ “ala destra” del rassemblement, con l’ex AN Pippo Oliva, ex consigliere, e Pierfrancesco Nurra, che si batté con il PdL alle ultime comunali. Due gli uscenti, Michele Stivaletta, avvocato ex UDC, eletto con 236 preferenze e Luca Arru, ex DCS, scelto da 141 elettori. Ci sono anche altri due “superstiti” del 2011: Saviana Pasqualino e Tano Piroddi, che nel 2011 sostenevano la coalizione di Giuseppe Casti.
L’avventura di Daniela Garau, avvocato alla prima “discesa in campo”, gode dell’appoggio di ben tre liste civiche. La coalizione rimpiazza, in un certo senso, un’area di centrodestra rimasta orfana dei suoi tradizionali baluardi, da Forza Italia, letteralmente polverizzatasi, a Fratelli d’Italia, che a Carbonia in verità non è mai decollato:
- di un certo rilievo la lista Insieme per il Rinnovamento, per la presenza di due consiglieri comunali eletti con Riformare Carbonia, promossa nell’11 dai Riformatori Sardi: Roberto Gibillini, che ebbe 180 preferenze, e Giuseppe Meletti, che ne ebbe 134. C’è pure Bebo Atzori, altro “reduce” della lista della passata consultazione;
- nella lista La Svolta, l’unico nome conosciuto è quello di Ottavio Caredda, che partecipò nel 2011 sotto le insegne di Innovazione e Progresso con il candidato a sindaco Alberto Zonchello;
- Carbonia In Movimento contiene quattro candidati che ci riprovano: Antonio Lulleri, Pietro Paolo Cadeddu, che sostenevano liste fuori dal centrosinistra, mentre Roberto Pau e Federico Puddu erano in lizza per l’elezione di Casti.
E, con Casti termina la panoramica sui contendenti delle elezioni 2016. Il sindaco cerca di raddoppiare il mandato con una coalizione indubbiamente forte, anche grazie ad alcuni apporti che hanno fatto storcere il naso all’ala sinistra dell’alleanza. Ma il documento firmato da Casti e dalle segreterie del PD e di SEL, che poneva il veto a candidature di esponenti che avessero occupato ruoli istituzionali in partiti appartenenti al centrodestra, è rimasto un “wishful thinking”, con buona pace delle ubbìe e dei mal di pancia. D’altronde non sono pochi i nomi “avulsi” nelle liste che sostengono la riconferma dell’uscente e tutti di un “peso” tale da convincere anche i riottosi della sinistra intransigente a transigere:
- Cittadini per Carbonia contiene il nome di Checco Fele, candidato nell’UDC nel 2011 ed eletto con ben 311 preferenze. Capolista è il leader di questa civica alla seconda esperienza, Piero Porcu, ex Margherita, che ha nel curriculum le 210 preferenze colte cinque anni fa; non mancano gli esponenti dell’esecutivo, come l’assessore allo Sport e Spettacolo Fabio Desogus, ex PRC, nelle cui liste fu il primo degli eletti con 147 voti, e Lucia Amorino, titolare dell’Istruzione, che entrò in giunta da “esterna”. Paola Ghiani, infine, era candidata con Rifondazione Comunista - Comunisti Italiani.
- nel Partito dei Sardi, formazione capeggiata dall’assessore regionale Paolo Maninchedda, fa bella mostra, com’è fin troppo noto, il più forte collettore di voti della storia di Carbonia, dall’istituzione del maggioritario al 2011: “Mister 600 preferenze” Fabio Usai, ex AN e PdL che ha abbandonato nel 2013, pietra dello scandalo, secondo SEL, al quale tuttavia Casti ha ritenuto di non poter rinunciare. Insieme a lui, un’altra candidata della medesima lista del 2011, Sandra Floris e pure, clamoroso ritorno, Tore Vinci, ex Forza Italia che capeggiò l’allora Casa delle Libertà nel 1997, uscendo sconfitto al ballottaggio contro Antonangelo Casula. Notevoli, manco a dirlo, le presenze dell’assessore alle Attività Produttive Giampaolo Puddu, eletto con Casti sindaco - Cittadini per Carbonia da 288 cittadini e di Nino Spanu, che ne raccolse 202 ed ottenne il seggio.
- Unione Cittadina, come si è scritto su queste pagine, è nata da apporti centristi e di centrodestra, soprattutto, non senza presenze di ben differente origine. Fa un certo effetto leggere il nome di Rosanna Curreli, esponente della primissima ora di quella Forza Italia che mandava in parlamento Gabriella Pinto nel lontano 1994, nonché più volte consigliere comunale berlusconiana. Come lei, proviene da quell’ambito Renzo Muntoni, nel 2011 in lista con il PdL. Di area centrista Alessandro Fiorilla, che però cinque anni fa sosteneva Casti nei DCS e Luciana Zuncheddu, che si presentò con l’UDC contro Casti. Roberto Concas conquistò il seggio con SEL grazie a 139 elettori, ma ha abbandonato la formazione di estrema sinistra da tempo; la presenza di Checco Giganti, ex M5S, ambientalista convinto, non è in fondo una novità, essendosi egli candidato a sostegno di Casti anche nel 2011, nella Federazione dei Movimenti. “Viene da lontano” Elio Fadda, assessore di area sardista con Casula dopo le elezioni del ’93;
- tra i partiti propriamente detti c’è SEL, con il leader cittadino Matteo Sestu, premiato nel 2011 da 231 “like” nelle urne, e la battagliera Loriana Pitzalis, assessore già ai tempi di Tore Cherchi, che ha saltato l’ultima tornata in quanto già consigliere provinciale ma è stata opzionata da Casti per la composizione dell’esecutivo, in cui si è occupata di Cultura e Turismo. Torna, per così dire, “a casa” Marco Loi, consigliere eletto nella Federazione dei Movimenti con 85 voti: ha tentato la costituzione di una lista ma ha poi ripiegato nella formazione da cui proviene, avendo iniziato la sua carriera politica come consigliere circoscrizionale di Rifondazione Comunista;
- il PD è la solita flotta da guerra per il consenso. Dopo il 2011, il partito maggioritario ha indubbiamente subito un’erosione pesante nel consenso, a partire dalle politiche del 2013, tendenza interrottasi solo alle europee ma per poche decine di voti. Nella lista ci sono ben sedici consiglieri comunali uscenti: Roberta Angioni (eletta con 159 voti), Efisio Aru (192), Fulvio Cabiddu (261), Antonio Caggiari (218), Roberto Cotza (157), Federico Fantinel (269), Matteo Fenu (167), Ivonne Fraternale (208), il segretario cittadino Cinzia Grussu (242), l’assessore alle Politiche Sociali Maria Marongiu (232), Amedeo Matteu (173), il capogruppo Pietro Morittu (386, primo degli eletti), Giancarlo Podda (167) tutti eletti nella lista del PD, ai quali si aggiungo l’ex UDC (158) Vincenzo Panio, approdato nel PD già da tempo, e Marco Murru, 117 preferenze nella lista Casti Sindaco - Cittadini per Carbonia, da cui proviene anche Gina Serra. Era candidato nel PD, non riuscendo nell’obiettivo, Andrea Campus, premiato tuttavia da 132 voti. Tenta il ritorno, infine, Alberto Straullu, consigliere PD dal 2006 al 2011.
Per finire il saluto a chi lascia in anticipo il consiglio e la giunta, decidendo di non candidarsi. A cominciare dall’assessore ai Lavori Pubblici Franco Manca, da quello all’Urbanistica Mauro Esu, da quello al Personale e Affari Generali Marco Galizia per continuare con i consiglieri Vittorio Macrì, più volte assessore; Antonello Vargiu, per anni presidente della circoscrizione di Cortoghiana; Tore Mascia, ex Forza Italia e PdL, ora vicino al Partito dei Sardi; Alberto Zonchello, due volte candidato a sindaco contro il centrosinistra; Alessandra Tresalli, ex PD; Arturo Troilo, ex PdL; Mario Porcu, veterano del consiglio passato dal PPI, all’UDC, al PdL ed ora uno degli ispiratori della lista Unione Cittadina; Annalisa Usala, eletta nel 2011 nel PdL; l’ex parlamentare UDC e candidato a sindaco nel 2011 nel centrodestra Antonello Mereu; l’ex presidente del consiglio comunale Antonio Carta, già assessore di una giunta guidata da Ugo Piano; il presidente della commissione Politiche Sociali Orlando Meloni, PD, presente dal 1997. Ma soprattutto, lascia la politica istituzionale l’attuale presidente del consiglio comunale Ignazio Cuccu, una vita a sinistra tra PCI, PDS, DS e PD, uscito da qualche anno dal Partito Democratico e, oggi, ispiratore della coalizione che sostiene Ugo Piano.

Giovanni Di Pasquale

Commenti   

# orlando meloni 2016-05-12 22:13
Caro giovanni,in consiglio sono entrato nel 1993 dopo 14 anni di circoscrizione e..lasciamelo dire con una punta d'orgoglio, sempre nello stesso partito. Saluti e auguri per il tuo giornale.
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# roberto podda 2016-05-12 22:44
Bravo Nino,continuo a confermare la mia ammirazione per il tuo sano giornalismo.Una analisi veramente superba.Bravo.
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