NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
09
Fri, Dec
65 Nuovi articoli

Carbonia. Comunali. All’ultimo atto una campagna elettorale finalmente combattuta.

Politica Locale
Aspetto
Condividi

I Cinquestelle in bicicletta per le vie della città. Casti e i suoi in piazza Marmilla. Francesco Cicilloni in un locale del centro. Garau incontra i cittadini in via Dalmazia. Unidos fa scendere in campo il suo “lider máximo” Mauro Pili a sostegno di Andrea Corda. Ugo Piano punta dritto al ballottaggio. È questo l’ultimo atto di una campagna elettorale molto combattuta: e verrebbe da dire «finalmente!». Da dieci anni a Carbonia i giochi si chiudono al primo turno: le scommesse sul risultato si sono fatte sulla percentuale del candidato di centrosinistra, Tore Cherchi nel 2006, Giuseppe Casti nel 2011. Troppo forti loro, troppo deboli gli altri, divisi, spesso solo alla ricerca di uno spazietto all’opposizione. Questa volta no e, veramente, nessuno può dire che cosa scriveremo, all’alba del 6 giugno, per raccontare i numeri di uno spoglio quanto mai incerto.
Casti, non è un segreto, punta – anche se non lo dice apertamente – a chiudere la sfida al primo round: troppo rischioso un ballottaggio che potrebbe configurare un “tutti contro uno” dall’esito ovviamente pernicioso. A dire il vero, Ugo Piano, rispondendo a una domanda specifica in un’intervista a un quotidiano, ha dichiarato che, nel caso di ballottaggio fra Paola Massidda del M5S e il sindaco uscente, esclude l’appoggio agli sfidanti. Il che non significa che appoggerebbe Casti: troppo dura la polemica fra le due coalizioni, cominciata ben prima della campagna elettorale e, tuttavia, un possibile appello dell’ex sindaco alla libertà di voto lascerebbe a Casti la speranza di recuperare anche da un fronte pressoché insperato.     
Che la partita non si concluda domenica, al di là delle legittime speranze di Casti, è bene dirlo, è opinione comune negli ambienti politici cittadini. Anche perché, per vincere al primo turno, potrebbero non bastare 8 mila voti: il PD, in questi anni, ha perso per strada parecchi consensi e le liste alleate, sebbene siano arrivati apporti da aree fino a poco tempo fa estranee al centrosinistra, non sembrano in grado dare vita al recupero sperato. Va ricordato infatti che la coalizione a sostegno di Piano attingerà buona parte del suo consenso dall’area di sinistra e, in particolare, del PD. Non sarà facile rimpiazzarla grazie agli “ultimi arrivati”.  
Lo sfaldamento delle appartenenze è uno dei fulcri su cui punta la leva del M5S, in caso di approdo al ballottaggio. I risultati delle elezioni cui ha partecipato dicono che il risultato potrebbe essere a portata di mano. Le comunali, però, sono un’altra cosa, rispetto alle politiche e alle europee: la variante dei rapporti umani e familiari potrebbe influire sul risultato di una lista fatta di “principianti”, che punta più di ogni altro concorrente sul voto di opinione, non foss’altro che per essere stato il motivo dei successi degli anni scorsi. Un dato conforta molto i seguaci locali di Beppe Grillo: in campo nazionale, nei ballottaggi in cui PD e M5S si sono scontrati, i primi hanno sempre avuto la peggio.
Sul risultato degli altri contendenti, ogni previsione sarebbe davvero priva di qualsiasi credibilità. A dare retta ai numeri del recente passato, si potrebbe immaginare una buona performance di Andrea Corda, perché Unidos in città ha avuto un ottimo risultato alle regionali. Il suo leader locale, Luciano La Mantia, ha speso tutte le sue forze, dai microfoni dell’emittente di cui è proprietario, per spingere il suo candidato. Lo stesso fondatore di Unidos, il deputato ex Forza Italia Mauro Pili, è in pianta pressoché stabile a Carbonia per dare il suo sostegno al suo candidato. Quanto a Cicilloni e a Daniela Garau, davvero impossibile fare una previsione.
Va detto infine che la stessa composizione del consiglio comunale sarà quasi del tutto incerta, in caso di ballottaggio. Pochi, in questa ipotesi, i sicuri eletti: molti quelli che avranno il seggio a seconda di chi sarà il vincitore del 19 giugno. Una variabile in più, per questa gara all’ultimo voto. Ma, a dire il vero, una previsione può essere fatta, per i prossimi cinque anni: sicuramente, in consiglio comunale, a fronteggiare la maggioranza scelta dagli elettori, un’opposizione ci sarà. E verrebbe da dire, di nuovo, «finalmente!».

Giovanni Di Pasquale 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna