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Carbonia. Parenti e coop si scontrano con il sindaco Massidda: «La Casa dell’Anziano non deve chiudere», «Io faccio solo rispettare la legge».

Politica Locale
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Duro faccia a faccia, ieri pomeriggio fra il sindaco di Carbonia Paola Massidda e una delegazione di parenti degli ospiti della Casa dell’Anziano e di esponenti della cooperativa CAM, gestore della struttura di via Mazzini. Al centro della contesa la decisione dell’amministrazione comunale di non consentire la prosecuzione dell’attività, dopo due e più anni di proroga, a causa delle difformità della struttura che la ospiterà fino al 2 agosto. Difformità certificate dai Nuclei Anti Sofisticazione tre anni fa e alla quali né la CAM né AREA, proprietaria della struttura, hanno posto completamente rimedio. La delegazione ha atteso il sindaco all’uscita dalla sala consiliare, al termine della seduta del consiglio comunale: la richiesta è stata di soprassedere alla chiusura e di prorogare ulteriormente l’attività: «Lei deve assumersi le sue responsabilità, non può mettere per strada gli anziani». Il sindaco Massidda ha ribattuto ribadendo l’impossibilità di assumere provvedimenti in violazione della legge: «Ci sono stati tre anni di tempo, adesso non più possibile. Il mandato che mi hanno dato i cittadini non prevede che io non rispetti le norme». Un contrasto insanabile, almeno per ora: nella discussione è emerso che Massidda ha incontrato nei giorni scorsi il prefetto di Cagliari, Guliana Perrotta, la quale, di fronte alla possibilità di ulteriori attese affinché gli interessati pongano mano alle modifiche richieste dai NAS e dalla legge, ha espresso parere negativo. Si è anche compreso che talune modifiche richieste dai Nuclei Anti Sofisticazione, come per esempio l’installazione di impianti di climatizzazione e di scivoli per abbattimento delle barriere architettoniche, non sarebbero possibili, in quanto configgerebbero con le norme del Piano Urbanistico essendo la struttura di via Mazzini un edificio storico e quindi sottoposto a vincoli architettonici. Si è parlato inoltre dei contrasti fra AREA e la CAM, anche per la questione dell’ingente somma relativa ad affitti non pagati dalla cooperativa. Questioni ostiche quando non irrisolvibili, che purtroppo emergono quando il tempo pare essere scaduto e che non si capisce per quale motivo non siano state portate a galla in tempo utile affinché si trovasse una soluzione. Tre anni non sono certo tre giorni, tre settimane o tre mesi.

Giovanni Di Pasquale

Commenti   

# gloria 2016-07-21 21:51
In questo marasma di responsabilità reciproche, chi DEVE PAGARE IL FIO sono: in primis i 20 vecchietti messi lì a sopravvivere e in seconda battuta, chi percepisce uno stipendio per il suo servizio prestato in questa struttura . E' chiaro che essendo la CAM una Cooperativa privata e non un COOP meno privata politicamente, subisce un diktat più severo, molto più severo di qualcun altro che ha le " spalle" più forti politicamente e quindi ( conseguenza ottimale) economicamente. Forse sarebbe più interessante che si addivenisse ad un accordo che possa far convergere le minacce e le adempienze dentro un unico contenitore, lasciando fuori il disinteresse di chi non è interessato, in ugual misura tutti quelli che si sono lavate le mani pilatescamente.
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