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Carbonia. In consiglio comunale le opposizioni giocano all’attacco, il M5S si difende con i suoi assessori.

Politica Locale
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Se il buon giorno si vede dal mattino, anzi, dal pomeriggio. Il pomeriggio è quello delle sedute del consiglio comunale di Carbonia, le ultime due, per la precisione, dal copione assai simile. Le opposizioni giocano all’attacco: interrogazioni polemiche, critiche irridenti, giudizi pesanti. La maggioranza, forte dei suoi numeri a sostegno di un “governo monocolore”, possibile solo al Movimento 5 Stelle, si difende ma solo quando è costretto anche se non sa quanto potrà resistere ai “traversoni” che dall’altro lato dell’aula consiliare continua ad arrivare nell’ “area” pentastellata.
Per ora, le risposte alle incursioni avversarie, il M5S le affida ai suoi assessori, protagonisti dell’ultima seduta. Quasi ovvio, visto che hanno dovuto rispondere ad alcune interrogazioni ma anche nel corso del dibattito sull’assestamento generale di bilancio, quando l’ex sindaco Giuseppe Casti ha attaccato duramente le scelte politiche della giunta, a replicare è stato l’assessore competente, Mauro Manca. È stao il momento più forte della seduta del 29 luglio. Manca ha proposto al consiglio la manovra di assestamento per l’equilibrio del bilancio 2016, Casti ha attaccato denunciando che lo spostamento di risorse ha intaccato i capitoli della spesa sociale e della scuola, in favore in particolare della spesa corrente. L’assessore ha risposto evidenziando che gli uffici hanno richiesto, correttamente secondo le verifiche da parte della giunta, maggiori risorse pari a un milione e 200 mila euro. La spesa corrente è, va detto, difficilmente eludibile: sarebbe stato interessante sapere come si sarebbe potuto fare diversamente ma la critica si è fermata lì. D’altronde, anche la tesi, esposta con foga tribunizia da Casti, di “disavanzo tecnico” non è così solida com’egli vorrebbe. Quando si parla di “residui attivi” si vorrebbe intendere che si tratti di crediti esigibili: le nuove norme relative ai bilanci pubblici, però, hanno ristretto i margini temporali di tale “esigibilità”. E, come dicevano gli antichi, “de hoc satis”.
Le interrogazioni hanno riguardato le vicende dell’attualità amministrativa. Ugo Piano, di Carbonia Possibile, ha chiesto lumi sull’assunzione a tempo determinato e a 18 ore (part time al 50 %) della segretaria del sindaco. Perché non attingere alla pianta organica? L’assessore al Personale Paola Argiolas ha avuto buo gioco nel far notare che il ruolo non può prescindere dal rapporto fiduciario e che, nelle spese per lo staff, il sindaco Paola Massidda ha determinato un risparmio di 3 mila euro annui rispetto al passato, quando fu assunto un addetto stampa, ruolo assegnato adesso a una dipendente iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti. Piano, nella replica, ha tuttavia rimarcato che la segretaria assunta è una candidata del M5S non eletta, Guandalina Fronteddu: «C’è ipocrisia – questa l’accusa – tra quello che avete detto in campagna elettorale e quello che adesso state facendo».
Al proposito – costi dello staff dell’amministrazione Casti – è stata illustrata anche un’interrogazione del consigliere del M5S Eleonora Cera, la quale tuttavia ha richiesto risposta scritta all’assessore Argiolas: se ne riparlerà alla prossima seduta del consiglio comunale.
Ecco poi arrivare gli argomenti scottanti di questo primissimo tratto dell’amministrazione Massidda. Punto primo: la chiusura della Casa dell’Anziano. Prima della seduta un rappresentante dei parenti degli ospiti della struttura, che dovrebbe chiudere domani, aveva chiesto per l’ennesima volta una proroga. L’interrogazione firmata da Michele Stivaletta (Carbonia Unica), Ugo Piano e Massimo Usai (Carbonia Possibile), Daniela Garau (Patto Civico) ha seguito questo filo logico: l’assessore alle Politiche Sociali, Arianna Vinci, ha respinto le accuse di immobilismo rigettando sulla precedente amministrazione l’accusa di inerzia che ha portato alla situazione attuale, a causa dell’assenza di azioni di sollecitazioni nei confronti di Area, proprietari a della struttura che non ha eseguito opere di sua competenza. «Stiamo sensibilizzando la prefettura – ha concluso l’assessore – per un tavolo con la cooperativa CAM [gestore della struttura, ndr] e Area [proprietaria dello stabile]». Stivaletta, in replica, ha chiesto alla giunta di organizzare una protesta sotto le finestre della regione, attore negligente nella vicenda. Resta da capire, come già è stato scritto su questo sito, come mai in tre anni – la vicenda è salita ai disonori della cronaca nell’agosto del 2013 – l’amministrazione precedente non abbia saputo mettere un punto fermo in favore di anziani e famiglie.
Altro punto che rimanda alla precedente “gestione”: l’esaurimento degli appalti dei servizi ai giovani – ludoteca, informa giovani, sala prove e registrazione per i gruppi musicali locali. Uno stop che arriva ad agosto, ha segnalato l’interrogazione dei quattro succitati: altri posti di lavoro che si perdono, oltre a quelli della Casa dell’Anziano: i lavoratori colpiti hanno letto un comunicato prima dell’apertura della seduta. L’assessore all’Istruzione e Politiche Giovanili Carla Mario ha ricordato che già nel 2015 il Centro Giovani chiuse i battenti per esaurimento risorse – e non si ricordano manifestazioni di protesta come quella di venerdì scorso – ma ha garantito la ricerca delle risorse nelle pieghe del bilancio, al fine di non interrompere il servizio alla ripresa autunnale, con l’ipotesi da non trascurare di una nuova gara d’appalto. Anche in questo caso, non si è capito per quale motivo, vista la scadenza già prevista, per quale motivo i precedenti amministratori non abbiano predisposto gli atti e le risorse per evitare la gravosa perdita di posti di lavoro.
Quanto alla vicenda del soffitto della scuola media “Satta”, venuto giù durante i lavori di adeguamento energetico, in quattro di cui sopra hanno chiesto alla giunta come di potrà ovviare, per studenti e famiglie della scuola media. L’edificio, hanno scritto i funzionar del comune, è inagibile e ci vorrà non meno di un anno per realizzare i lavori, senza contare l’attesa per i finanziamenti regionali e le procedure di gare d’appalto. Che fare? Trovare un locale alternativo, ha detto l’assessore Mario: «Abbiamo interlocuzioni con la gestione commissariale dell’ex provincia, proprietaria dell’edificio, per il trasferimento al Liceo “Gramsci”, a breve avremo dati più certi». In questo caso c’è una domanda più maliziosa: come mai, se dal 3 giugno la “Satta” è stata dichiarata inagibile, nello stesso edificio, adibito a seggio elettorale, si sono svolti entrambi i turni delle comunali?

Giovanni Di Pasquale

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