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Carbonia. Su Facebook le accuse di Casti dopo le dimissioni dell’assessore alle Politiche Sociali. Vinci: «Gravi problemi familiari, gli attacchi dell’ex sindaco sono atti di sciacallaggio politico».

Politica Locale
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Infuria la polemica sui social network, dopo le dimissioni dell’assessore comunale alle Politiche Sociali Arianna Vinci, motivate da motivi «strettamente personali». A dare fuoco alle polveri è stato l’ex sindaco del PD, Giuseppe Casti, il quale, con sollecitudine evidentemente mal riposta, ha deciso di commentare il fatto su Facebook, con un post che gli ha valso l’accusa di “sciacallaggio” politico: «Sì è dimessa oggi Arianna Vinci, assessore ai Servizi Sociali. Una scelta di sicuro da attribuire all'assurda politica dei tagli sui servizi sociali e sulla scuola voluto dal sindaco, Paola Massidda, e dalla giunta. Non sono passati nemmeno tre mesi dalle elezioni ed emerge già il fallimento della politica voluta in città dai 5 Stelle, incapaci di dare risposte alla cittadinanza, soprattutto alle fasce più deboli. Il sindaco, Paola Massidda, è la prima responsabile di questo fallimento a 5 stelle cadenti». I commenti hanno dato vita a una dura schermaglia fra i sostenitori delle due parti politiche: i supporter dello sconfitto del 19 giugno davano manforte alla tesi della crisi politica alla base delle dimissioni, i pentastallati accusavano Casti di mancanza di rispetto nei confronti di una persona che deve affrontare una situazione familiare difficile. Questo pomeriggio è arrivata la precisazione di Arianna Vinci con una lettera, pubblicata di Facebook, in cui ha chiarito definitivamente l’arcano della sua defezione: «In queste ore per me difficili e in seguito a gravi problemi familiari, con enorme dispiacere ho dovuto rassegnare le mie dimissioni dalla giunta della quale sono onorata d'aver fatto parte. Ho incontrato delle persone straordinarie: il Sindaco, i colleghi Assessori, i Consiglieri, fino all'ultimo degli Attivisti, per estenderlo a quelle meravigliose persone che con me hanno lavorato con me in questi mesi. A tutti rivolgo ben più che un formale affettuoso saluto ed incoraggiamento. Tuttavia, inaspettatamente, ho dovuto registrare anche un vero e proprio atto di sciacallaggio politico da alcuni esponenti politici di questa bellissima città, i quali, fregandosene altamente delle motivazioni, non hanno minimamente esitato a tentare di lucrare un miserabile strapuntino di consenso, dando addirittura per "certi" inesistenti contrasti di natura politica tra me, e il Sindaco Paola Massidda. Ritengo che un vero uomo politico dovrebbe essere capace di rispettare le problematiche nelle quali ognuno di noi può incorrere nel suo percorso di vita. Così non è stato. Ne prendo amaramente atto. In queste ore ho ricevuto tanti attestati di stima, di incoraggiamento, di vicinanza e di affetto. E ho apprezzato anche il silenzio. Perché in certi momenti, anche i silenzi possono essere una forma di rispetto». Insomma, alla fine della polemica, salta all’occhio un dato incontrovertibile: chi, l’ex sindaco in testa, ha tentato di utilizzare la vicenda per mettere in difficoltà il sindaco, la giunta e la maggioranza, ha tirato incautamente un pesantissimo boomerang.

Giovanni Di Pasquale

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