Opposizioni, anzi: opposizione all’attacco della giunta guidata da Paola Massidda e del M5S. Si passa infatti – almeno nelle intenzioni degli interessati – dal plurale al singolare, nelle forze di minoranza del consiglio comunale. L’obiettivo, come ha spiegato il capogruppo del Partito dei Sardi, Fabio Usai, è trovare «una voce univoca» che evidenzi agli occhi dei cittadini «l’inadeguatezza» del governo cittadino, in modo tale da accelerare la fine dell’esperienza pentastellata al governo della città. «È necessario – ha detto Usai – riunire l’opposizione, trovare un momento di sintesi e di unità per cercare di contrastare il fenomeno del nulla, dell’incapacità nel governare anche i più elementari bisogni di Carbonia. Vogliamo che si levi una voce chiara e forte contro un governo inesistente e incapace». Per il Partito Democratico è il momento di denunciare quanto sta accadendo nell’amministrazione, dopo otto mesi dal ballottaggio: «Abbiamo dato tempo affinché si potesse entrare nelle dinamiche del governo – ha argomentato il capogruppo Pietro Morittu – ma ci rendiamo conto che lo stato in cui versa la città non è dei migliori, per cui abbiamo ritenuto di intraprendere un’azione di protesta e mobilitazione». Durissimo Ugo Piano (Carbonia Possibile): «Gli amministratori e la maggioranza non si rendono conto di che cosa voglia dire veramente portare avanti, discutere, approfondire, cercare di lavorare congiuntamente con la gente sui problemi della città. Non vogliono capire, vanno avanti da soli, ci sbattono la testa e andrà a finire che si romperanno l’osso del collo». L’obiettivo, per l’ex sindaco, è accelerare la fine dell’esperienza a Cinque Stelle: «Noi vogliamo far sì che la città capisca che è ora di cambiare, di mandarli a casa: la gente deve rendersi conto che deve aiutare l’opposizione. Se riusciremo a fare questo la città potrà rivivere momenti gloriosi come nel passato. Non dimentichiamo inoltre i problemi di carattere generale, legati allo sviluppo, al territorio che è in uno stato d’abbandono: questioni in cui la città è assente». Michele Stivaletta ha posto in evidenza i travagli pentastellati degli ultimi giorni: «Nonostante la maggioranza sia monopartitica – ha ironizzato il presidente del gruppo misto – fa acqua da tutte le parti. All’interno del M5S si inizia a sgomitare, si vedono numerose crepe. Stanno facendo tutto da soli, convinti di aver fatto tanto ma avendo invece concluso poco. In realtà il tanto che viene fatto serve solo a sforzarsi di capire come funziona l’amministrazione e non per provare a risolvere i problemi. Noi li stiamo aspettando, la città sta aspettando che finalmente capiscano come funziona la macchina».
Giovanni Di Pasquale