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Sant'Antioco. Si infamma vicenda porticciolo. Genti Noa non risparmia nessuno

Politica Locale
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Genti Noa sulle ultime dichiarazione del primo cittadino, sulle elucubrazioni del consigliere regionale Locci e dell'aspirante candidato, già ex consigliere Fai. In una società ideale, non dovrebbe essere difficile comprendere le ragioni che determinano le decisioni che si demandano ai rappresentanti della politica.

Scelte importanti che, in un palazzo trasparente, si dovrebbero condividere con il maggior numero di cittadini possibile.
Ma la nostra bella Sant'Antioco non ha mai contenuto una società perfetta, né risulta sia mai stata guidata da una classe dirigente capace di provocare i cambiamenti ordinari, figuriamoci le svolte epocali.
Così, ancora volta, dopo otto lunghi anni di governo dello stesso sindaco, un comunicato stampa del primo cittadino sembra aver colto tutti di sorpresa, compreso il consigliere regionale che è sembrato cascare improvvisamente dalle nuvole.
Sul merito delle predette dichiarazioni e sulla paventata possibilità che il porticciolo turistico possa essere gestito direttamente dal comune, senza l'azienda che se ne è occupata fino ad oggi, non vi sarebbe molto da dire. All'esito di un contenzioso giudiziario non ancora giunto al suo epilogo, che ha visto certificare un buco di svariate centinaia di migliaia di euro rimaste sul groppone dei cittadini di Sant'Antioco, le vie d'uscita non potevano che essere due: gestire direttamente la struttura o restituire indietro il porticciolo alla regione mettendo i lucchetti alle catene in attesa che la stessa decretasse il nuovo concessionario. Saranno i giudici a sancire nel merito i responsabili del debito e dell'intera vicenda giudiziaria.
Certo, il sindaco ha stupito tutti, tanto che Genti Noa ha protocollato l'ennesima interrogazione sulla partita porticciolo turistico per capire con quali attrezzature intenderà condurre la gestione, anche provvisoria, del porticciolo, considerato che le attrezzature ed i pontili pare appartengano in buona parte all'azienda che si vorrebbe cacciare via.
E siamo certi che, all'ennesima domanda sulla sorte dei dipendenti della Global Gestioni, sentiremo l'ennesima risposta: faremo il possibile.
Vedremo se, almeno questa volta, riceveremo risposte concrete, magari corredate della spiegazione sul come concretamente si manterranno i posti di lavoro oggi diventati inesorabilmente esuberi.
Certo è che stupisce come si sia potuti arrivare ad una situazione in cui, dopo otto anni della stessa amministrazione, la stessa amministrazione si accorga di una cronica morosità e decida di cacciare via il contraente moroso. Otto anni non sono pochi e, quale che sia l'epilogo di questa vicenda, non possiamo esimerci dal denunciare il solito, clamoroso fallimento della giunta Corongiu.
Nondimeno, ci lascia perplessi anche la copiosa serie di comunicati sullo spinoso argomento nei quali è praticamente impossibile decifrare la posizione che i dichiaranti hanno inteso assumere, né capire cosa gli stessi intenderebbero fare per dirimere definitivamente la vertenza.
Non si comprende per chi parteggi l'onorevole Locci, il quale è stato abbastanza tempo consigliere comunale per indignarsi nella sede adeguata di questo contenzioso e nemmeno si capisce quali potrebbero essere le soluzioni proposte dall'aspirante candidato Giorgio Fai del quale non si comprende la posizione nemmeno rileggendo i suoi comunicati dieci volte.
L'unica cosa certa, nostro malgrado, è che il buco, che oggi ha assunto la proporzione di oltre cinquecentomila euro, già pagati dal comune al demanio senza avere avuto alcun introito, non poteva davvero passare inosservato per nessuno, consiglieri regionali, comunali, aspiranti tali, già ex, di questa e delle passate legislature.

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