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Sardegna. Capelli ( CD ): Non c'è tempo da perdere!

Politica Regionale
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Ascolto, con sempre maggiore interesse e condivisione, le voci che provengono dalla Sardegna che suonano di autonomia, sovranità……. Dignità. In contrapposizione a queste stridono quelle flebili voci di chi governa, da troppo tempo silenti e che dovrebbero invece tuonare, che ancora oggi fanno trasparire un inefficace, e insufficiente, atteggiamento di attesa. Voci, queste ultime, che ci raccontano di errate valutazioni sulla vertenza entrate, ricorsi ritirati (o che non dovevano essere ritirati!), e promesse non mantenute, giochi di guerra che continuano, isolamento geografico, infrastrutturale, sociale e, adesso, anche intellettuale e politico che si consolida.

“Sarebbe – ancora oggi – di assoluta utilità una valutazione in sede Regionale dei testi normativi in esame, e per noi Parlamentari acquisire le eventuali indicazioni integrative e modificative ritenute rilevanti per lo sviluppo e la difesa dei diritti della comunità sarda. “

Sottoscrivo queste parole del Sen. Uras, condivido le successive valutazioni dell’Assessore Manichedda e le considerazioni dell'On. Muledda. Abbiamo bisogno di un’azione Regionale determinata ed efficace che non subisca ma detti i tempi al Governo nazionale, in un momento in cui anche l’Europa è con noi. Un Europa che da tempo si è detta pronta a recepire temi come la fiscalità di vantaggio e l’insularità della Sardegna, una volta proposti, e quindi sostenuti, dai Governi nazionali . E’ quindi Roma il primo indirizzo, non Bruxelles!

Mi soffermo sulla riforma degli enti locali e sulla discussione (senza anima ne ingegno) attualmente in essere in Sardegna per ri-lanciare una proposta che abbraccia anche la riforma dello Statuto, e le riforme Costituzionali, e che a parer mio potrebbe segnare davvero una svolta epocale. Sono sempre più convinto che dovremmo fare nostro il modello Trentino che determinerebbe enorme vantaggi per i Sardi e la Sardegna, nello specifico istituire nella nostra Isola due Provincie Autonome risolverebbe problemi storici (per esempio legati all’equità, e responsabilità, degli investimenti o al decentramento politico/amministrativo) e contingenti (avremmo 4 e non 3 Senatori, cioè due per Provincia come il Trentino Alto Adige)….. oltre ad una Sanità, e una sua riforma, seria, meno esosa e più moderna.

Non va dimenticato però che per fare tutto questo, e quanto altro necessario a rilanciare un’autonomia compiuta della Sardegna, ci vogliono politici, uomini e donne, preparati, uniti, determinati e affidabili oltre a un radicale cambio generale di mentalità. Questi i reali macigni da superare, e credo sia possibile, se necessario anche voltando pagina.

Roberto Capelli

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