NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
03
Sat, Dec
61 Nuovi articoli

Roberto Capelli (cd). Riforma Enti Locali. Mi sembra di vedere un film già visto.

Politica Regionale
Aspetto
Condividi

La discussione in corso sulla riforma degli enti locali in Sardegna si sta incanalando sullo stesso alveo che ha portato alla costituzione delle otto Province e successivamente alla loro abrogazione attraverso un referendum abilmente, e irresponsabilmente, proposto e strumentalizzato.
Continuo a pensare che questa sia una discussione di palazzo nel momento in cui la stessa si caratterizza sulla richiesta di definizione di etichette, formule, gagliardetti e ruoli per gli amministratori.
Vorrei quindi sollecitare un confronto con “Cagliari”, la Giunta regionale e il Consiglio regionale, su un altro piano:
1)      Garanzia dei posti di lavoro, in loco, per i lavoratori, diretti e indiritti, delle altre sette Provincie;
2)      Garanzia sul trasferimento delle risorse per la gestione dei servizi;
3)      Garanzia sugli investimenti, infrastrutturali e non, utili al recupero del Gap sociale ed economico esistente tra le diverse aree della regione;
4)      Garanzia su un concreto decentramento istituzionale, burocratico/amministrativo  della Regione;
5)      Garanzia sulla rimodulazione del fondo unico destinato agli Enti locali;
6)      Garanzia di pieno sostegno alle vertenze aperte con il Governo contro la cancellazione di presidi statali quali Scuole, Camere di Commercio, Prefetture, Motorizzazione civile, Archivi di Stato solo per citarne alcuni.
Questi sei  punti, indipendenti dalle formule legislative che si vorranno utilizzare per articolare la gestione del territorio  e dal “titolo” che si vorrà dare ai vari amministratori locali, sono dirimenti per consentire quella perequazione storica, non compensazione, mai attuata concretamente in Sardegna. Sono anche sei punti che dovrebbero costituire i capisaldi di un patto tra i territori interessati che fin’ora si sono travati a difendere autonomamente le singole “espropriazioni” statali e regionali senza mai riuscire a farne un tema unitario, anzi  spesso contrapponendosi gli uni agli altri alimentando una, sempre persa, guerra tra poveri. Ricordo ancora che aveva suscito scalpore e incredulità il mio intervento per sollecitare il finanziamento della Sassari-Olbia da me definita la strada di noi Sardi e non solo del nord Sardegna, o nel prendere posizione per il dramma del Sulcis o di Porto Torres.  Così come ricordo la mia proposta, diventata legge, per promuovere la fusione dei Consorzi Universitari di Oristano e Nuoro, o il recupero del teatro Verdi di Sassari  o il Tonio Dei di Lanusei, o ancora il Santa Maria Bambina di Oristano. Non ricordo, invece, voci di sostegno contro la chiusura della Banca d’Italia a Nuoro, della Morotizzazione civile, delle Caserme dei nostri Paesi, dello smantellamento di Ottana, della necessità di promuovere la realizzazione della trasversale sarda Oristano-Tortoli e della rete ferroviaria Olbia-Nuoro-Oristano.  E della macchiavellica, “bipolare”proposta di razionalizzazione ospedaliera portata avanti dall’Assessore Arru ne vogliamo parlare? Ma non è il momento delle rivendicazioni o polemiche sul passato. Questo è il momento di mettere alla prova l’unità per il futuro.
Indiscutibile il ruolo di città guida per la Sardegna di Cagliari, così come è indiscutibile la definizione, con ciò che essa comporta, di unica città metropolitana. Altrettanto indiscutibile che è questa l’occasione per riequilibrare la storia. Un’occasione che, ne sono certo, il Presidente Pigliaru non vorrà perdere.
Roberto Capelli

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Iscriviti!! E' Gratis

Iscriviti attraverso il nostro servizio di abbonamento gratuito di posta elettronica per ricevere le notifiche quando sono disponibili nuove informazioni.
Pubblicità