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Inquinamento all'Ilva, a giudizio in 47. Ci sono anche i Riva e Vendola

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"Ambiente svenduto" sarà un processo, uno dei più grandi processi per inquinamento d'Italia. Oggi il gup Vilma Gilli ha mandato a giudizio tutti i 47 imputati, 44 persone e tre società, coinvolti nel maxi procedimento sul disastro ambientale dell'Ilva di Taranto. Il processo sull'inquinamento dell'Ilva inizierà il 20 ottobre prossimo.A processo sono finiti alcuni rappresentanti della famiglia Riva (Claudio e Nicola, ancora detenuto dopo un periodo di latitanza a Londra, mentre il patron Emilio è morto nel 2014) proprietaria dello stabilimento e dirigenti, ufficiali ed occulti che secondo l'accusa hanno spremuto lo stabilimento al massimo a scapito di salute e ambiente.Undici imputati a processo risponderanno di associazione per delinquere, una quindicina di disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari.A giudizio anche l'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola accusato di concussione aggravata per presunte pressioni ai danni dell'Arpa in favore del siderurgico. A giudizio con le stesse accuse l'ex presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, accusato di aver fatto pressioni su due dirigenti all'Ambiente per favorire il rilascio di autorizzazioni alle discariche dell'Ilva. Rinvio a giudizio anche per il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, accusato di abuso d'ufficio per non aver assunto misure contro l'inquinamento. A processo anche dirigenti dello stabilimento accusati di omicidio colposo per la morte di due operai deceduti nello stabilimento nel 2013.Cinque imputati hanno chiesto processo con rito abbreviato.Condanna a 3 anni e 4 mesi (la procura ne chiedeva 8) per l'ex consulente della procura e dirigente Arpa Roberto Primerano, accusato di falso e concorso in disastro ed avvelenamento. Condanna a 10 mesi (la richiesta era di 2 anni) per don Marco Gerardo, all'epoca segretario del vescovo accusato di favoreggiamento nei confronti di Girolamo Archinà, l'ex potentissimo responsabile delle pr dell'Ilva. Assolti l'ex assessore regionale all'ambiente Lorenzo Nicastro ed il luogotenente dei carabinieri Gianni Bardaro. Più di ottocento le parti civili costituite contro gli imputati. Fra queste due ministeri, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, il partito dei Verdi, associazioni ambientaliste, cittadini residenti nei quartieri più colpiti dall'inquinamento. Il conto dei danni presentato supera i 30 miliardi di euro.
Tiscali.it

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