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Grecia. 25mila in piazza per il no al referendum, 20mila per sì.

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Taglio del debito del 30%". L'Ue, intesa difficile Due piazze gremite ad Atene, una per il no e una per il sì. La Grecia alla vigilia del voto è scesa in strada. Circa 25mila persone si sono radunate a piazza Syntagma, dove si trova il parlamento, per il no alle misure di rigore proposte dai creditori, Ue e Fmi, e hanno agitato dei cartelli con le scritte "Non un passo indietro", "No al ricatto", "No a tutti i memorandum", "No fino alla fine".20mila in piazza per il sì - A meno di un chilometro, davanti allo stadio di marmo, un sito turistico rinomato della capitale dove si svolsero i primi Giochi Olimpici moderni nel 1896, circa 20 mila sostenitori del "sì" hanno scandito slogan a favore dell'Europa, in un mare di bandiere nazionali e di cartelli con la scritta "sì". Ora più che mai, spetta al popolo greco e ai suoi quasi dieci milioni di elettori decidere. Il Consiglio di stato ha respinto il ricorso presentato e ha confermato che il referendum di domenica si svolgerà regolarmente.Tsipras: "Votate no" - Acclamato a piazza Syntagma il premier Alexis Tsipras, ha invitato ancora una volta a votare no."Domenica la Grecia darà un messaggio di democrazia e dignità al mondo. L'Europa che abbiamo conosciuto, con i suoi valori fondatori, non ha niente a che vedere su tutto questo. Restituiamo una nuova occasione alla democrazia. Domenica decideremo di vivere con dignità in Europa e di avere un futuro, di essere uguali agli altri popoli dell'Europa. Nessuno ha il diritto di minacciare che taglierà la Grecia fuori dal suo luogo naturale" ha detto il primo ministro di Atene.Momenti di tensione ci sono stati quando un gruppo di circa 300 persone con il volto coperto dai passamontagna ha cercato di forzare un cordone di poliziotti posto all'inizio di via Ermou, che si immette nella centralissima piazza Syntagma dove sta per cominciare una manifestazione a favore dei "no" al referendum. La polizia ha bloccato gli aggressori esplodendo candelotti lacrimogeni. Le forze dell'ordine hanno poi effettuato un fermo tra gli antagonisti che poco fa hanno cercato di entrare in piazza Syntagma ingaggiando scontri con la polizia. La tv privata Skai ha mostrato le immagini di quattro agenti in tenuta antisommossa che portavano via un uomo tenendolo ognuno per ciascuno dei quattro arti. Tutto calmo invece nel campo del "sì", davanti all'ingresso dell'antico stadio ateniese dove, secondo la polizia, gli antagonisti erano direttiVaroufakis, articolo Ft si basa su voci maliziose - L'articolo del Financial Times su un possibile prelievo forzoso dei conti si basa su voci maliziose che l'Associazione delle Banche Greche". Così il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, su Twitter.Ma intanto le banche elleniche lanciano l'allarme: da lunedì liquidità rischia di esaurirsi. Il premier greco e il suo ministro delle Finanze Varoufakis restano però ottimisti e vedono un accordo vicino anche se dovesse vincere il 'no'. Del resto, dopo il rapporto del Fmi che raccomanda un taglio del debito greco, hanno trovato nel Fondo un insperato alleato nella campagna contro l'Ue che ha respinto la loro richiesta di alleggerimento dello stock. Ma qualunque sarà il risultato del referendum, l'ottimismo dei greci è destinato a scontrarsi con la sfiducia degli altri leader europei in un nuovo e complicato negoziato. "Ho chiamato Tsipras tre volte la scorsa settimana, gli ho detto che la presidenza lussemburghese dell'Ue è basata su una cosa che si chiama fiducia", ha detto il premier lussemburghese Xavier Bettel, che oggi ha assunto la presidenza di turno dell'Unione. Il premier ha raccontato che durante le telefonate "mai una volta è stata menzionata la parola 'referendum', poi venerdì sera scopro che ne ha indetto uno". E' la stessa sorpresa che ha colpito tutte le cancellerie europee, che non a caso non hanno poi più voluto parlare con il leader greco. L'Ue ha deciso di chiudere le comunicazioni ufficiali e resterà a guardare fino a che non sarà conteggiata anche l'ultima scheda elettorale. Ma Juncker, schieratosi fin dal primo giorno in favore del 'sì', durante la conferenza stampa con Bettel non ha rinunciato a mettere di nuovo in guardia dalle conseguenze del 'no', avvertendo che anche in caso di vittoria del 'sì', "il negoziato sarà comunque difficile". Un monito che anticipa le ostilità che Atene incontrerà la prossima settimana nel confronto post-voto con gli altri partner dell'Eurozona.Perché indipendentemente dal risultato, il governo ellenico dovrà tornare a chiedere un terzo salvataggio: con Tsipras, se vincerà il 'no', con qualcun'altro se vincerà il 'sì' e il leader di Syriza si farà da parte. La Grecia è con l'acqua alla gola: se non riuscirà ad ottenere nuovi aiuti entro il 20 luglio, scatterà il default verso la Bce, con conseguenze difficili da prevedere ma la certezza che sarà dichiarata insolvente. Già oggi il fondo salva-Stati Efsf, che detiene la maggior parte del debito ellenico, ha messo nero su bianco la parola che il Fmi non aveva osato pronunciare quando Atene non ha pagato la rata in scadenza il 30 giugno: quello che per il Fondo monetario era 'arretrato', per l'Efsf è invece già 'default'. "Atene è venuta meno agli impegni verso i creditori, le conseguenze potranno essere severe", ha detto il direttore del fondo salva-Stati Klaus Regling.Ma Tsipras non si lascia scoraggiare e torna a promettere un accordo entro 48 ore dal referendum, che comprenda un taglio del 30% del debito e un 'periodo di grazia' di 20 anni. Berlino forse ci pensa, ma per ora tace. Il ministro Wolfgang Schaeuble spiega che la situazione è "drammaticamente peggiorata" e che qualunque analisi, compresa quella sul debito del Fmi, confluirà nelle riflessioni post-voto che potrebbero partire già da lunedì, con un Eurogruppo telefonico. Con tutta probabilità dovranno riunirsi anche i capi di Stato e di Governo, perché negoziare un nuovo salvataggio, con condizioni diverse, è un processo complesso, delicato, che non ammette ritardi: ogni difficoltà o resistenza potrebbe portare la Grecia troppo vicina al 20 luglio, quando nemmeno un compromesso salverà l'Eurozona dal primo 'default' della sua storia.
Tiscali.it cronaca

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