Umiltà e superbia
“La tua umiltà ti ha fatto ancora più grande”, recitava uno striscione in Piazza S. Pietro nei riguardi di Papa Benedetto che aveva dato le dimissioni.
“Una persona mite ed umile è amata ancor più di una persona generosa”, leggiamo nel libro del Siracide.
Il saggio e umile, medita e sa ascoltare; l’ignorante è superbo e orgoglioso.
Espressivo al riguardo lo slogan: “L’ignoranza fa più male della cattiveria” !
S. Agostino, come suo solito, anche su quest’argomento dice la sua:
“Nulla sa, chi sa che sa; e chi sa che nulla sa, sa più di quanto sa”.
‘Mettersi al primo o all’ultimo posto’ riguarda il cuore, non le sedie o le poltrone.
Scegliere i primi posti è porre se stessi davanti a tutti e a tutto: “so tutto mi …, fo tutto mi … ” nella lingua di qualche regione.
Ripeto: non è questione di sedie, di galateo o di buone maniere, ma di stile di vita;
si tratta del concetto che si ha di se stessi e del mondo in cui siamo immersi.
È bene dunque vergognarsi della propria superbia, (se l’abbiamo), piuttosto che ce ne facciano vergognare gli altri.
Amore e… ‘carità pelosa’
Il “Non invitare a pranzo parenti ed amici”, suggerito da Gesù, non è certo nella linea della scortesia, o chiusura egoistica, bensì nel metterci in guardia da amicizia e generosità camuffate, aspettando l’invito ricambiato; (si suol dire ‘amicizia e carità pelosa’).
Invece: invita chi l’invito non potrà ricambiartelo, e dimostrerai un cuore grande e generoso.
Saggezza e bontà
Essere saggi e umili, avere il cuore buono e generoso,
ci rende l’esistenza più bella, amichevole e solidale;
ci assicura una eternità meravigliosa, come lo è già per Gesù risorto.
Preghiamo ed auguriamo quindi maggiore saggezza ed umiltà, maggiore bontà e generosità per una Chiesa più santa e una società più umana. Amen !
padre Nicola, sacerdote redentorista,